Festa Mtv, in 70mila per Negramaro e Vibrazioni

Ha aperto lo show un appello di Kofi Annan per «No excuse»

Roberto Pellegrino

da Bologna

Chi ha detto che l’Mtv generation non ha i valori al posto giusto? La festa dell’ottavo compleanno di Mtv, ieri all’Arena Parco Nord di Bologna, è partita con il piede giusto: il megaschermo del palco ha subito trasmesso l’appello del segretario dell’Onu Kofi Annan a favore della campagna No Excuse. Il segretario si è rivolto ai settantamila che riempivano la spianata a fianco della Festa dell’Unità: «Siete qui perché credete in un mondo migliore e ci credo anche io. Oggi abbiamo tutti i mezzi necessari per sradicare la povertà e la fame». E per un momento i giovani cresciuti a pane e spot, allergici alle etichette politiche, sono ammutoliti. «Possiamo fornire un’istruzione adeguata a tutti e fermare il contagio di malattie mortali», ha continuato il segretario generale dell’Onu. Poi è iniziata la festa. Hanno aperto le danze i Bluebeaters e Giuliano Palma, ex voce dei Casino Royale, e a loro sono seguiti i romani Velvet, che hanno voluto ricordare il Giorgio Gaber di «La mia generazione ha perso» per sottolineare il senso di smarrimento e rabbia di molti giovani. E per ribadire la lezione di Kofi Annan e lo spirito dell’Mtv Day di quest’anno, nel corso delle esibizioni, dal palco tutti Vj di Mtv, da Camila a Victoria Cabello a Paola Maugeri, da Marco Maccarini a Giorgia Surina, tutti allora hanno ricordato gli obiettivi della campagna No excuse che sotto l’alto patrocinio dell’Onu si è proposta di debellare la povertà dalla faccia della Terra entro il 2015. Anche a colpi di musica, di braccialetti bianchi al polso, di schiocchi di dita e di appelli dello star system mondiale, come insegnano quei due matti irlandesi di Bono e Bob Geldof. Ci riusciranno? Ci riusciremo? L’importante, ieri, è sembrato crederci in questa festa paesana che è stato un tour de force di dieci ore con il meglio del panorama musicale italiano del momento, dalle 14 a mezzanotte in diretta su Mtv. Ci sono state le esibizioni dei Tiromancino di Federico Zampaglione, assieme a quelle dei Subsonica, dei Negrita, tutte le band italiane del momento, e ciliegina sulla torta, è arrivato anche dalla Jamaica il rapper Sean Paul. I Negramaro hanno chiuso le dieci ore di musica e hanno ricevuto il disco di platino per le centomila copie vendute del loro album Mentre tutto scorre, che era anche il brano presentato all’ultimo Sanremo.
Dal palco gli appelli si sono quasi sprecati. «Finalizzare la musica solo a se stessa ci sembra una grossa stupidata», ha detto Paul, il cantante dei Negrita. «Noi abbiamo notato negli ultimi anni una certa ripresa di valori nelle nuove generazioni. Ora vedo una nuova attenzione verso i temi importanti. Il nostro impegno è un discorso che abbiamo iniziato al Live8 di Roma e che vogliamo portare avanti. Noi vogliamo mettere un po’ di pepe sotto il sedere di chi ci amministra». Poco prima la band delle Vibrazioni aveva lanciato il suo sasso nella folla dei settantamila. «Non possiamo continuare a non fare niente. Ora abbiamo i mezzi per passare subito all’azione. Non ci sono più scuse e ipocrisie», ha detto Francesco Sarcina, voce del gruppo milanese. E nell’aria è tornato a volteggiare il ricordo del Live8 e dei due matti irlandesi la cui lezione è ormai la colonna sonora di ogni festival rock.