In via Festa del Perdono in palio 1035 borse, il 10% in più del 2005. Nell’altro grande ateneo pubblico «soggiorni» all’estero raddoppiati in due anni Bicocca e Statale, più posti per l’Erasmus

L’esperto agli studenti: «Scegliete le università migliori, il Paese non conta»

Gli «studenti con la valigia» hanno superato il milione. Tanti sono gli universitari europei che finora hanno trascorso un periodo di studi all’estero - da tre mesi a un anno - grazie ai programmi Erasmus e Socrates. In questi giorni, a Milano si stanno mettendo a punto le liste per il prossimo anno accademico. Alla Statale c’è tempo fino a domani per presentare la domanda, la Bicocca ha chiuso il bando il primo marzo. Per gli iscritti ai due grandi atenei statali ci sono buone notizie: gli studenti della Statale avranno a disposizione 1035 posti, il 10% in più di un anno fa. Alla Bicocca ne sono stati messi in palio 592: se verranno assegnati tutti, in due anni l’ateneo raddoppierà gli iscritti che hanno trascorso un periodo di studi all’estero. Non basta.
Gli studenti, nella domanda, possono indicare fino a tre destinazioni favorite. Toccherà alle università cercare di accontentarli, in base agli accordi stretti con gli atenei stranieri. Alla Statale il maggior numero di posti (e relative borse di studio) è offerto in Spagna (il 20 per cento del totale). Seguono Francia, Germania e Inghilterra, riservata a pochi. Le iscrizioni sono in corso, non è possibile dire con certezza quali sono le mete più richieste. «I docenti consiglieranno a ogni studente la destinazione migliore in base al suo corso di laurea» ricordano alla Statale.
C’è anche un problema di tempi. Con il 3+2 (laurea «breve» seguita da quella specialistica) la cadenza degli esami è più serrata e molti studenti non se la sentono di partire. «È vero, ma un periodo di studi all’estero resta fondamentale» racconta Sergio Pizzini, docente di Chimica alla Bicocca e fino a poche settimane fa delegato del rettore per le relazioni internazionali. «Tale periodo deve essere lungo: non ha senso passare all’estero tre mesi, meglio starci dai sei mesi all’anno - consiglia -. Quando partire? La scelta spetta allo studente. Se dovessi dare un consiglio, indicherei tre momenti: si può fare all’estero il tirocinio previsto al terzo anno di alcune lauree “brevi”, oppure si può partire l’ultimo anno della triennale e preparare all’estero la tesina. Per chi sa già di iscriversi alla specialistica, infine, un momento buono per l’Erasmus potrebbe essere l’ultimo anno: sfrutterebbe il soggiorno per preparare una buona tesi finale».
Le scelte degli studenti sono cambiate. «All’inizio volevano solo l’Inghilterra, ora partono per tutti gli Stati europei, dalla Spagna alla Norvegia. Se è molto importante il Paese di destinazione? No, ai ragazzi diciamo sempre di scegliere le università migliori, non importa dove si trovino».
Per ottenere la borsa, lo studente dove superare un esame di lingue ed essere al passo con gli esami. «Negli anni siamo diventati più esigenti - conclude Pizzini -. Prima di partire, deve anche far approvare il programma di esami che sosterrà all’estero. Così non avrà sorprese al rientro, gli saranno riconosciuti tutti».
giovanni.buzzatti@ilgiornale.it