Dalla fiction alla Finanziaria Sinistra contro il matrimonio

Alessandro Gnocchi

Mario Palmaro

Se, in pieno 2006, pensavate di spiegare ai vostri figli che cosa sia la famiglia baloccandovi con amenità tipo babbo orso, mamma orsa e un fila di orsetti vestiti di azzurro se sono maschi e vestite di rosa se sono femmine, svegliatevi.
Saranno pur arrivati per qualche cosa il governo Prodi e le amministrazioni di centrosinistra sparse per tutta Italia, Veneto bianco compreso.
Ecco dunque che il consiglio comunale di Padova approva una mozione che dispone il rilascio dell’attestazione di «famiglia anagrafica basata sui vincoli affettivi» alle coppie che ne facciano richiesta siano esse formate da «persone di sesso diverso o dello stesso sesso». Come dire: qui a Padova, Zapatero ci fa un baffo e gli facciamo vedere noi come si fa a far valere i diritti delle coppie omosessuali.
Bastava questo? Non che non bastava: persino nella Finanziaria si equipara la famiglia, così come concepita dalla costituzione, con le coppie di fatto. In tal modo viene servito su un piatto d'argento un attacco al matrimonio come in Italia non si era mai visto. È chiaro che il problema nasce dal fatto che venga in pratica riconosciuto un istituto giuridico nuovo. Ma tutto è aggravato dalla sua conseguenza più logica: lo svuotamento di significato del matrimonio, anche se il consiglio comunale di Padova si affretta a sostenere il contrario.
Se si afferma che in questa materia basta l’amore e che sono i sentimenti a contare veramente, un istituto come il matrimonio, fondato sulla legge naturale e quindi sulla ragione, si trova automaticamente fuori gioco. Questo per il semplice fatto che il matrimonio non accampa solo dei diritti, ma si fonda anche su dei doveri. Purtroppo, in questa trappola cascano anche molti cattolici che, in buona fede, pensano di difendere la famiglia facendo leva solo sul sentimento e sul concetto di amore.
Quali altre siano le conseguenze è facile immaginarlo. Qualsiasi decisione politica che si trasformi in norma fa cultura. Presto sarà moneta corrente che coppie omosessuali e coppie eterosessuali sono la stessa cosa. Che poi siano sposate o non sposate, non interesserà a nessuno, tranne a qualche cattolico o a qualche affezionato cultore della legge naturale. Ma, allora, come spiegare a certi adolescenti in ricerca di quella che oggi viene chiamata identità sessuale che, secondo la legge naturale, dovrebbero scegliere la via etero? Sarà veramente difficile perché si scoprirà che, più che la saggezza millenaria, potrà la moda, più che l’educazione familiare potrà la forza dei modelli esibiti da cinema, tv, musica e via elencando.
Eccoci arrivati in pieno tema educativo. E qui bisogna ritornare a babbo orso, mamma orsa e ai figli orsetti maschi e alle figlie orsette femmine. Tutto spazzato via. La solita maestrina dalla penna rossa arriverà nella classe dei nostri figli e spiegherà che è tutto da rifare. Dirà che il fatto che in una famiglia i genitori siano un uomo e una donna e magari pure sposati è solo una tra le tante possibilità offerte dal progresso. Dirà che uomo e uomo oppure donna e donna fanno lo stesso. Che non bisogna stupirsi se qualche bambino viene accompagnato a scuola da due signori o due signore che si tengono per mano. Sia anatema l’alunno figlio di qualche reazionario che oserà chiedere alla maestra perché i genitori dell’alunno tal dei tali sono strani.
Qualcuno, pur non vedendo di buon occhio lo smantellamento del matrimonio, penserà che si sta esagerando. Ma questa è la direzione nella quale si sta marciando di gran carriera. Non sarà fra un mese e, speriamo, neanche fra un anno, ma questo è il burrone nel quali stiamo infilando.
I perplessi pensino al film tv Il padre delle spose e alle polemiche che ha suscitato, visto che sdoganava il matrimonio omosessuale tra due donne. Il protagonista, e autore della storia, era Lino Banfi, il cosiddetto nonno d’Italia. La rete era l’ormai ex cattolica Raiuno. Ciliegina sulla torta: Banfi questa estate è stato ospite a Valencia del Forum mondiale delle famiglie e ha pure reso una testimonianza. Se vogliamo salvare babbo orso, mamma ora e i loro orsetti, svegliamoci.