La fiction tv scopre il sesso ma senza drammi

In «Padri e figli» Silvio Orlando e Marina Massironi sono uno psicologo e una ginecologa

Paolo Scotti

da Roma

Va bene che ormai è dappertutto: dove dovrebbe e anche dove non c’entra nulla. Ma da stasera alle 21 su Canale 5 il sesso farà la sua (cauta) comparsa anche nel genere televisivo solitamente più innocuo e familiare, la fiction di prima serata. «L’idea mi è venuta conversando con un’amica che fa il medico in un consultorio - spiega Sandro Petraglia, sceneggiatore -. Io volevo raccontare l’amore e la sessualità fra i ragazzi. E lei mi ha confermato che nei consultori i due temi vanno molto spesso a braccetto».
Risultato: Padri e figli, sei puntate dirette da Gianni Zanasi e Gianfranco Albano che - secondo il responsabile delle fiction Mediaset, Pincelli «racconterà la famiglia vera: non quella che sembra un mondo fatato, con la realtà fuori della porta, e nemmeno quella teatro di intrighi e melodrammi». Ma la vera novità sembra risiedere soprattutto nell’ambientazione (e per conseguenza nei temi) che la caratterizzerà: quella di un consultorio dove i ragazzi vanno a cercare aiuto per risolvere problemi sessuali.
«Intendiamoci: nulla di morboso o, al contrario, di troppo patinato - precisa Petraglia -. Solo le comunissime difficoltà che tutti gli adolescenti, e quindi i loro genitori, incontrano durante la crescita. Contribuendo a smascherare certe ipocrisie adulte».
La chiave che dovrebbe alleggerire l’argomento, rendendolo nel contempo accattivante, è quella della commedia: «E proprio perché la fiction italiana è soprattutto drammatica. Mentre la tradizione del nostro cinema annovera uno strumento meraviglioso come la commedia».
Per questo a interpretare i due protagonisti, uno psicologo e una ginecologa del consultorio (che, guarda caso, sono anche marito e moglie, con figlio adolescente a carico) sono Silvio Orlando e Marina Massironi. «Io manco dalla tv da quattordici anni -considera Orlando -. Perché trovo che guardare la tv sia come andare a pesca. Getti l’amo e speri che qualcosa abbocchi. Ma devo riconoscere che nell’orgia di bellissimi che interpretano la fiction italiana (il più brutto è Garko) la mia presenza ha qualcosa di rivoluzionario».