Alla Fiera di Roma congresso mondiale dedicato al diabete

Da oggi fino a giovedì, Roma sarà la capitale mondiale della lotta al diabete. Alla Nuova Fiera sulla Portuense è in programma infatti l’«Easd», il 44esimo meeting annuale della «European association for the study of diabetes». Si tratta del principale congresso internazionale dedicato a una malattia in continua espansione, che già oggi colpisce circa il 6 per cento degli italiani, pari a quasi 3 milioni di individui, a cui va aggiunto un altro milione di casi non diagnosticati. Una cifra in rapida crescita pure tra giovani e giovanissimi, a causa del dilagare di sovrappeso e obesità. A presenziare all’appuntamento distribuito su cinque giorni, utile per fare il punto sullo stato dell’arte raggiunto dalla ricerca e sui nuovi farmaci disponibili sul mercato, sono attesi oltre 17mila partecipanti da più di 120 paesi. Gli argomenti principali che saranno oggetto di dibattito durante il congresso sono stati anticipati nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla GlaxoSmithKline. Gabriele Perriello, responsabile del Centro nutrizione clinica, sezione di medicina interna e scienze endocrine e metaboliche del dipartimento di Medicina Interna dell’università di Perugia, sottolinea l’importanza per i diabetici, nel mese di settembre, di fare una sorta di «tagliando» dopo le «ferie terapeutiche» tipiche dell’estate, una stagione in cui è più facile abbandonarsi agli eccessi, «perché - ha ricordato Perriello - anche i succhi di frutta possono creare degli scompensi». Oltre a riprendere un’alimentazione sana e corretta e una regolare attività fisica, occorre dunque sottoporsi a un check-up completo per misurare la glicemia e l’emoglobina licata, i cui livelli possono dire tanto sullo stato di salute del paziente. Altro grave problema sul tappeto è che almeno tre malati su dieci non sanno di esserlo: il diabete è complesso e letale, con complicanze molto gravi che colpiscono i reni, gli occhi e i nervi periferici, ma non si manifesta con sintomi specifici e spesso ci si accorge di esserne affetti quando è tardi o il male ha raggiunto una fase avanzata. Per questa ragione, anche al fine di ricevere una terapia personalizzata la quale rappresenta oggi l’optimum verso cui la medicina di settore tende, ogni tre anni tutti coloro che sono al di sotto dei 45 e non presentano altre patologie dovrebbero sottoporsi a un semplice esame della glicemia del sangue. Dovrebbe farlo ogni 12 mesi, invece, ciascun soggetto a rischio, sovrappeso, con familiari diabetici o elevati livelli di grassi e acido urico.