Il figlio di Bin Laden chiede asilo alla Spagna: richiesta respinta

Omar è il quartogenito del capo di Al Qaida. Si è sempre detto &quot;pacifista&quot;, ma Madrid non gli crede. Da lunedì si trova all’aeroporto della capitale iberica: con l’aiuto della moglie, cittadina britannica, ha presentato appello contro la decisione<br />

E’ un pacifista, pubblicamente contrario alla violenza. Eppure nessuno in Europa lo vuole. Ha un cognome famoso, purtroppo tristemente noto. Si tratta di Omar bin Laden, 28 anni, quarto figlio di Osama bin Laden, il capo di Al Qaida, la rete del terrore. Omar si trova da lunedì scorso all’aeroporto di Madrid, dove era arrivato proveniente dal Cairo e da dove avrebbe dovuto prendere una coincidenza per Casablanca, in Marocco. Sceso dall’aereo, si è presentato ai funzionari dell’immigrazione spagnola e ha chiesto asilo politico.

Omar ha motivato la richiesta perché, proprio a causa delle sue posizioni pacifiste, “non si sentiva più al sicuro in Egitto”, Paese dove attualmente risiede. Neanche ventiquattro ore dopo, a stretto giro di posta, è arrivata la risposta del governo spagnolo, che ha respinto la richiesta d’asilo motivandola con il fatto che non crede al fatto che in Egitto possa essere perseguitato per le sue idee “pacifiste”. “La decisione – hanno spiegato le autorità di Madrid – è conforme agli standard dell’Unhcr (l’agenzia dell’Onu per i rifugiati)”.

Omar bin Laden ha un passaporto saudita ed è sposato con una cittadina britannica, Zaina al Sabah. L’anno scorso dal Cairo aveva chiesto un permesso di soggiorno per la Gran Bretagna, che gli era stato rifiutato. In una intervista alla Cnn, lo scorso gennaio, Omar aveva raccontato di non aver più visto il padre dal 2000, cioè prima degli attacchi dell’11 settembre, quando, con la sua benedizione, aveva lasciato l’Afghanistan.

Il figlio di bin Laden è tutt’ora all’aeroporto di Madrid, da dove ha presentato appello contro il rifiuto spagnolo. Se ne è fatta carico la moglie: “Omar – ha spiegato Zaina – è un giovane innocente che non ha mai partecipato ad alcun atto di violenza, ha ripetutamente condannato qualsiasi atto di violenza. Compresi quelli attuati da suo padre Osama”. Zaina si augura “che qualche Paese nel mondo si mostri caritatevole e gli consenta di trovare un posto dove vivere in pace”.