Filippine: cinque milioni per gli operatori rapiti

I ribelli qaedisti filippini avrebbero richiesto 5 milioni di dollari per la liberazione di Eugenio Vagni e del suo collega svizzero della Croce rossa internazionale, rapiti il 15 gennaio scorso. Fermezza a Ginvera: "Non trattiamo"

Manila - Un riscatto per Vagni e il suo collega svizzera. Il gruppo islamico che tiene ancora in ostaggio i due operatori della croce Rossa internazionale, tra i quali l’italiano Eugenio Vagni, ha chiesto 5 milioni di dollari di riscatto per il loro rilascio. Lo rivelano fonti militari escludendo che sia stato pagato un riscatto per la liberazione di Maria Jean Lacaba, la volontaria della Cicr filippina rilasciata una settimana fa. Poco dopo la sua liberazione alcuni quotidiani locali avevano infatti parlato del pagamento di 5,5 milioni di pesos (circa 115mila dollari). Si tratta di voci incontrollate, ha assicurato il portavoce dell’esercito Gaudencio Pangilinan, spiegando che "la pressioni militari e le trattative" hanno portato alla liberazione di Maria Jean Lacaba. Contrario a qualunque ipotesi di riscatto il capo della croce rossa locale Richard Gordon che ha ribadito come il rilascio dell’operatrice filippina sia avvenuto senza alcun pagamento.