Film su Mazzei: l'italiano che "fece" l'America

E' stato uno dei primi ambasciatori del "made in Italy" nel mondo. Eppure la vita di questo grande illuminista è quasi sconosciuta al grande pubblico. Toccherà al cinema ridargli il lustro che merita

Milano - Grazie alle sue doti eclettiche, tra cui quella di abile commerciante, è stato uno dei primi ambasciatori del ’"made in Italy" nel mondo. E a lui si devono alcuni dei passaggi più importanti della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. Eppure la figura del medico, politico, oratore e scrittore italiano Filippo Mazzei è poco conosciuta al grande pubblico, tanto in patria quanto all’estero. Per cercare di rendergli giustizia Francesco Fulcini, docente di Storia economica e sociale all’Università di Verona, e sceneggiatore per passione, ha deciso di realizzare un film, sul quale sono già al lavoro alcuni importanti "studios" di Hollywood.

Nato nel 1730 a Poggio a Caiano (Prato), Mazzei fu l’ispiratore di una delle frasi più famose contenute nella Dichiarazione d’indipendenza americana ("Tutti gli uomini hanno diritto di perseguire la felicità") scritta dal suo amico Thomas Jefferson. L’episodio è solo uno dei più significativi della vicenda di questo "geniale toscano", come lo definisce Fulcini, nel corso della sua lunga e intensa vita.

"Un personaggio siffatto avrebbe dovuto ispirare film, telefilm, commedie. Invece nemmeno la 'Storia della cultura toscana', edita in tre volumi da Laterza, lo cita, neppure nell’indice dei nomi!". Di qui la decisione di "lanciare" sul grande schermo la vita di Mazzei, "vero erede del Rinascimento e degno rappresentante dell’Illuminismo", sottolinea Fulcini.

Tra qualche settimana, anticipa il docente veronese, sarà on-line un sito espressamente dedicato al film, che è solo alla prima stesura ma già conta su ritocchi e contributi di noti sceneggiatori americani. "Per realizzare il mio film - lamenta Fulcini - come molti altri italiani ho dovuto emigrare, in parte fisicamente, in parte in spirito, finché non ho trovato il conforto e l’aiuto del produttore Roberto Bessi ("Sandokan", "Ladyhawke", con Michelle Pfeiffer, e, più recentemente, "I colori dell’anima", con Andy Garcia, sulla vita di Amedeo Modigliani)".

Un emigrato illustre, del resto, fu proprio lo stesso Mazzei. Si trasferì infatti dall’Italia agli Usa su indicazione dei celebri politici americani John Adams e Benjamin Franklin, che lo convinsero a spostarsi in Virginia, dove il clima sembrava più mite, per piantare vigneti e oliveti. Al suo seguito, oltre ad attrezzi rurali e prodotti italiani, c’erano anche un sarto e una decina di esperti contadini originari del Granducato di Toscana e della Repubblica di Lucca. Fatto che, secondo Fulcini, lo elevò al rango di "primo grande esportatore italiano in America, anzi, come l’icona del made in Italy". L’idea iniziale fallì, ma Mazzei divenne nel frattempo un’importante figura della politica statunitense, tanto che i suoi articoli sulla "Virginia Gazette" e la sua determinazione quasi da "missionario della democrazia" influenzarono diversi stralci della Dichiarazione d’indipendenza americana del 4 luglio 1776.

Il soggetto cinematografico di Fulcini si concentra proprio sul periodonegli Stati Uniti di Mazzei, giudicato più interessante dal suo autore. "È ancora prematuro parlare di attori e registi, così come del titolo o della compartecipazione americana nel film - conclude il professore -. Certo è che negli Stati Uniti tanto gli americani quanto la comunità italiana lì residente hanno mostrato molto interesse per il progetto".