Film, talk e varietà Il Maradona rinato è una star da show

Paolo Giordano

Per capire tutto, basta il dettaglio: ogni puntata del programma durerà quanto vuole lui. Punto e basta. Lui è Diego Armando Maradona, il programma è sulla rete argentina Canal 13, si intitola La noche del diez (La notte del dieci) e dalla sera di ferragosto battezzerà la nuova vita di questo calciatore che ha smesso di scendere in campo ma continua a giocare. Con lui, per la prima delle tredici puntate, arriverà una parata di stelle e stelline, roba da mobilitare gli ascolti argentini e diventare un caso nazionale: Gabriel Batistuta, l’ex tennista Gabriela Sabatini, l’attore Ricky Darin che là è famosissimo, Maria Grazia Cucinotta che in Italia è famosa e un po’ lo è anche in Argentina e infine Pelè, l’unico calciatore che è stato grande tanto quanto Dieguito ma per (sua) fortuna ha smesso di giocare da un bel po’. Saranno loro a entrare in studio appena dopo la sigla, che si intitola La mano de Dios e fa riferimento al gol di mano che Maradona segnò all’Inghilterra ai mondiali dell’86: «È la migliore canzone che mi abbiano mai dedicato», ha detto lui, ma a sollecitarlo di più è probabilmente l’idea di ricordare un’altra volta quella sublime guasconata.
Dunque il secondo Maradona rinasce in tv, facendo insomma quello che ha fatto anche nella sua prima vita: l’acrobata. E stavolta lo fa con quell’inevitabile sottofondo di convenienza che le sue (ex) follie gli impongono. Da un anno e quattro mesi, dice, non prende più cocaina, si è ripulito ma si sono ripuliti anche i conti correnti: in poche parole, ha bisogno di denaro. E se non fosse così, difficilmente avrebbe dato il consenso alla pubblicità della sua clinica di fiducia che la tv argentina passa in continuazione: nello spot lui palleggia a modo suo e la voce fuori campo rassicura che «come lui trattava il pallone, noi trattiamo lui».
Su Canal 13 presenterà un programma che sulla carta è a metà tra il varietà e il talk show ma nei fatti sarà a cavallo tra provocazione e confessione, tra dribbling e gol, tra la commozione di un uomo comunque sincero e l’adorazione di un pubblico che comunque lo segue con mostruosa attenzione. E mica solo a casa sua. A settembre, sulla Raiuno italiana, si esibirà come ballerino a Ballando con le stelle, lo show di Milly Carlucci che nella scorsa stagione aveva sorpreso tutti, anche l’Auditel, combinando grazia e gradimento del pubblico. Va be’, se non altro per Dieguito sarà l’occasione di mostrarsi dimagrito (37 chili, dicono), dopo l’intervento chirurgico che in Colombia ha rimesso in carreggiata il suo metabolismo squassato dagli eccessi. Quasi compatito nelle apparizioni pubbliche degli ultimi anni (ingrassato, poco lucido), quand’è arrivato al Festival di Cannes, a maggio, sembrava rimesso a nuovo, appena diverso dal funambolo che ai Mondiali d’America del ’94 aveva fatto la sua ultima discesa in campo. Senza scomodare l’enfasi, sembra proprio tornato nei ranghi. E mentre qui in Italia andrà in onda con la Carlucci magari farà anche qualche visita sul set del film sulla sua vita che Marco Risi inizierà a girare il tre ottobre (ma non è l’unico, anche Kusturica ci ha pensato). Tutto, dal titolo (La mano di Dio) al copione, è déjà vu perché di Dieguito si conosce ogni angolo, eppure sarà un piccolo caso cinematografico, la cine-epopea di un attore del pallone, l’uomo che si riassume nella battuta fatta alla sua ex moglie durante il suo ricovero in un ospedale psichiatrico di Cuba: «Qui c’è qualcuno che dice di essere Napoleone, un altro Giulio Cesare, ma quando dico che sono Maradona non ci crede nessuno».