Financial Times all'ultima spiaggia contro il Cav:"In nome di Dio, dell'Italia e della Ue, vattene!"

Il quotidiano londinese "ordina" al presidente del Consiglio di fare un passo indietro. La tesi (strampalata) dell'editoriale è che l'Italia è come la Grecia. Anzi peggio. Anche se Stati Uniti e Unione Europea hanno un altro punto di vista...

Il Financial Times torna all'attacco e questa volta parla pure in nome di Dio. La "bibbia" dell'economia inglese si è montata la testa? Il titolo è tutto un programma e sembra scritto da Marco Travaglio anche se la citazione è di Oliver Cromwell: "In nome di Dio, vattene!". A chi si riferisce? A Silvio Berlusconi. L'attacco ricorda da vicino le due famose bordate dell'Economist, settimanale economico inglese il cui azionista di maggioranza è proprio il Financial Times, guarda caso. Insomma dopo "Inadatto a governare" e il sobrio "L'uomo che ha fottuto un Paese" (il famoso giornalismo british...) ora arriva il richiamo divino.

L'editoriale del quotidiano londinese spara ad alzo zero contro il presidente del Consiglio: "Che il Fmi monitori i progressi di Roma può solo essere positivo tuttavia tutto questo rischia di essere minato dalla permanenza del suo attuale premier".

La teoria sostenuta dal quotidiano economico è che le pecore nere dell'economia europea siano il premier greco George Papandreou e quello italiano Silvio Berlusconi. "Le somiglianze tra i due primi ministri sono evidenti: tutti e due gli uomini si basano su una maggioranza parlamentare risicata e che si fa ogni giorno più sottile. Ancora più importante, hanno tutti e due una dannosa tendenza a rinnegare le loro promesse in un momento in cui i mercati sono spaventati dai conti pubblici dei loro paesei. Ma c'è comunque un'importante differenza" prosegue il Ft. Quale? Che l'Italia è peggio della Grecia, molto più pericolosa secondo l'editoriale britannico: "avendo raggiunto i 1900 miliardi di euro il debito pubblico italiano è così alto che ha il potere di destabilizzare l'economia mondiale molto più di quello di Atene".

Certo, prosegue il quotidiano, l'Italia è un paese solvibile, in grado di far fronte ai propri debiti, ma fino a quando Berlusconi rimane premier... E continua il refrain. Poco importa al foglio economico che il paragone tra Grecia e Italia non solo non regga, ma sia stato già smontato da illustri istituzioni internazionali. "La situazione dell’Italia è completamente diversa dalla Grecia", lo ha detto non più tardi di ieri il presidente dell'Ue Herman Van Rompuy durante il G20 di Cannes, che non è l'ultimo degli osservatori. Stessa storia sul veto personale al Cav. Anche in questo caso gli Usa hanno fatto chiarezza a riguardo: "Se ci sono cambiamenti di governo non cambiano i problemi del Paese". Insomma, il cambio di governo non accelererebbe l'uscita dalla crisi economica. Anzi.

Tutta una questione di giudizi, ma soprattutto di pregiudizi, E anche questa volta la "bibbia" dell'economia british ne sforna in quantità: "In nome di Dio, dell'Italia e dell'Europa, vattene!", ordina il Ft. Ma questo non dovrebbero deciderlo gli italiani?