Fine di un'epoca: a Little Italy non ci sono più italiani. Sono diventati tutti cinesi

Chi ha fatto fortuna si è trasferito altrove e nessuno nato nel nostro Paese ci abita più. La cittadella tricolore di New York è diventata una delle tante Chinatown d'America. E la festa di San Gennaro potrebbe essere presto sostituita da quella per Marco Polo

A Little Italy non ci sono più italiani. A certificare la trasformazione di quello che era una volta il cuore della comunità italo-americana è il «New York Times», che rileva come, in base all'ultimo censimento realizzato in dicembre, solo il 5% degli 8.600 residenti dello storico quartiere ha radici italiane. E per la prima volta nessuno di loro è nato in Italia. Nel 1950, la metà dei 10mila abitanti della zona si dichiarava italo-americano e uno su cinque era nato in Italia. Ormai di italiano rimangono solo i ristoranti e i negozi di alimentari su Mulberry e Grand Road, visitati dai turisti e dagli italo americani, quelli veri, che si sono trasferiti in altre zone di New York. «Quando gli italiani si sono arricchiti hanno traslocato a Queens o nel New Jersey e hanno venduto ai cinesi, che ora vendono a malesi e vietnamiti», racconta Ernesto Lepore, la cui famiglia gestisce da cinque generazioni la pasticceria «Ferrara», aperta nel 1892. Assieme a lui resistono «Alleva», il più antico negozio di formaggi italiani degli Usa, aperto lo stesso anno, e «Di Palòs», storico alimentari in funzione dal 1903.
Già nel 2009, dei 4.400 residenti del quartiere nati all'estero, l'89% era asiatico. Nello stesso anno è stato un coreano a vincere la gara dei tenori organizzata dalla locale associazione di commercianti ed una immigrata cinese, Margaret Chin, è stata eletta come rappresentante del distretto al consiglio municipale di New York. «La piccola Italia sta diventando la più piccola Italia» ironizza il «New York Times»; la causa principale è l'espansione di Chinatown, a est di Soho, e di altre zone che sono diventate più alla moda, come Nolita che si sta espandendo a sud.
Un'altra prova lampante della riduzione della zona di Little Italy è il fatto che il Sambuca Café, il cui proprietario è presidente della Little Italy Merchants Association, l'associazione dei commercianti di Little Italy, è situato a Chinatown e non a Little Italy secondo la guida Yelp. Pensare che ogni anno, a settembre, qui si celebra la festa di San Gennaro, due settimane di festa italiana con la processione lungo Mulberry Street. Tra un po' potrebbe essere sostituita dal Marco Polo Day, in onore del veneziano che fu tra i primi occidentali ad arrivare in Cina, il ponte insomma che dovrebbe unire le due comunità, Poi si procederà direttamente a far festa a Confucio...