Finisce la neve, esplode la montagna Si va per trekking: ecco come vestirsi

Alberto Vitali

Gli ultimi salti sulla neve, con tuffi nell'acqua gelida della "Pozza di matt" li hanno fatti quei fuori di testa che con le tavole volano, danzano e sfilano sulle piste di Bormio.
Adesso è quasi tempo di vacanze e di mare. Quasi, perché è proprio in questi giorni che gli appassionati della montagna ritornano in forze a godersi il trekking da amatori e quello duro e puro da professionisti incalliti; l'arrampicata della domenica e quella che se non hai i muscoli degli avambracci a posto e le dita in ordine i tendini stonano e le sensazioni non sono proprio quelle di quando hai fatto l'ultima performance. Vale lo stesso per chi ritorna a squagliarsi come un gelato già sulle prime rampe e a scaracollare evaporando adrenalina ad ogni curva verso valle.
Tutto bene: lo sport fa bene, la natura fa bene e disintossica da tutto quello che ci circonda. Ma di alcune accortezze è meglio tener conto: per realizzare performance ancora migliori, per essere sempre a proprio agio, e - perché no? - per maggior sicurezza.
L'aiuto della tecnologia La tecnologia oggi ci dà una grossa mano e questo si trasforma in maggior benessere, minor ingombro, e minor peso. Vi sono tessuti che mantengono la temperatura corporea ad un livello costante, condizione base per il benessere psicofisico: marchi ad alta affidabilità come Polartec® e Primaloft®, per non citare che il leader dei tessuti tecnologici e quello dell'insulation technology, garantiscono una situazione termica perfetta, quali che siano le condizioni climatiche esterne, ma anche una efficiente eliminazione del sudore (che significa rimanere asciutti anche in situazioni faticose e difficoltose). Il tutto in pochi grammi ad alta comprimibilità, facilità di lavaggio e rapidissima asciugatura.
Vestirsi a cipolla I professionisti dell'avventura lo chiamano layering, abbigliamento a cipolla; ed è la semplice tecnica di vestirsi a strati, cambiando la combinazione dei capi in funzione delle condizioni climatiche. Un layering funzionale prevede: 1° strato (a contatto con la pelle). Si tratta in genere di underwear tecnico realizzato con materiali sintetici ad alte prestazioni. Facilita il trasporto del sudore verso l'esterno mantenendo l'asciutto a contatto della pelle. A differenza del cotone (inadatto per l'attività fisica poiché resta bagnato, raffreddando tutto il corpo) questi capi sono altamente traspirabili e quindi confortevoli. Nella stagione calda questo primo strato può fungere da strato unico. Chi rimane molte ore sotto il sole (i biker per esempio) faccia attenzione che il capo abbia, come previsto da Polartec - UPF 15+/45F - una adeguata protezione contro i raggi nocivi (eccellenti prodotti sono proposti dall'italiana Nalini.
2° strato (intermedio) Ha il compito di garantire l'isolamento termico. Deve offrire calore senza peso, libertà di movimento, traspirabilità. La ricerca tecnologica applicata all'abbigliamento ha decretato la supremazia del fleece su ogni altro materiale. Il fleece (chiamato anche pile) deve però essere di altissima qualità perché, come sostengono gli ingegneri di Polartec - che il fleece hanno inventato una ventina di anni fa -, dalla scelta del capo dipende la certezza di potersi difendere da freddo e vento. In questa stagione è certamente preferibile un capo soft shell idrorepellente, antivento e altamente traspirante.
3° strato Serve solo se l'obiettivo non sono gli 8000, o situazioni che prevedono temperature rigidissime, neve, vento o pioggia battente. In tal caso si può intervenire con capi imbottiti in Primaloft® (la migliore alternativa alla piuma d'oca - con il vantaggio dell'idrorepellenza) o in Polartec® e lo strato esterno in Gore-Tex.
E le scarpe? Usate la testa. Il comfort del piede è un fattore psicofisico determinante. Un paio di scarpe non basta, poiché la calzatura dev'essere scelta in funzione del percorso; la rigidità della suola, Vibram insegna, può facilitare o rendere più difficoltosa la camminata. Estrema importanza hanno il grip, la tomaia , il rinforzo delle punte, il contenimento del tallone. In pochi settori come questo gli italiani sono così bravi e diversi sono i marchi eccellenti: ci piace ricordare l'asolana Scarpa.
Technofashion Si contano sulle dita di una mano i brand mondiali dell'outdoor diventati must anche per chi, a prodotti di altissime prestazioni, chiede un look versatile, per lo sport, la città e il tempo libero. Vi indico il più attuale, che è già marchio di culto in tutto il mondo: si chiama Arc'Teryx, è di Vancouver ed è vecchio di 130/150 milioni di anni (Arc'Teryx è una contrazione di Archaeopteryx, creature che hanno rappresentato l'anello di transizione fra rettili e uccelli).