La Fiorentina «imbattibile» si schianta contro l’Udinese

Pazzini illude i viola pareggiando la rete iniziale di Quagliarella, ma Di Natale sigla il 2 a 1

da Firenze

Udinese, l'arrampicata continua. I friulani sbancano Firenze, infliggono la prima sconfitta stagionale alla formazione di Prandelli e continuano a frequentare le zone nobili della classifica. Nonostante Marino continui a predicare modestia e a indicare nella salvezza l'obiettivo stagionale bianconero. Gran bella squadra l'Udinese, spavalda, reattiva, maestra nei rovesciamenti di fronte e specializzata in contropiede. Nelle ore della vigilia del resto Prandelli aveva richiamato l'attenzione dei suoi proprio su queste doti che sono state alla base dell'impresa bianconera. La Viola è apparsa un po’ stanca e deconcentrata, soprattutto in difesa. Frey non è stato sufficiente ad arginare le folate con cui Quagliarella, Pepe e Di Natale portavano lo scompiglio in una retroguardia che ha accusato pesantemente l'assenza di Gamberini, la condizione fisica precaria di Dainelli e il calo, anche psicologico, di Pasqual. Contro la Fiorentina ha giocato forse anche l'ansia da alta classifica: e le lodi che da ogni parte le erano piovute addosso. Invece il ruolo di sorpresa spetta di diritto alla giovane pattuglia di Marino. Certo un pari non avrebbe fatto gridare allo scandalo ma l'Udinese non ha rubato nulla. Può anzi recriminare su alcuni episodi, soprattutto nel finale, quando Quagliarella prima ed Asamoah poi, hanno avuto sul piede la palla per chiudere anticipatamente la contesa. I viola lamentano una traversa in apertura di ripresa, hanno invocato, ma senza troppa convinzione un rigore per un tocco sospetto di Felipe in area (ma il pallone batte sul fianco del difensore prima di scivolare via) e pensano ai primi venti minuti della sfida. Durante i quali hanno messo alle corde un avversario che non riusciva a prendere bene le misure. Ma appena i friulani si sono assestati nel loro 3-4-3 la gara si è capovolta. Perché Di Natale e compagni sono bravissimi nelle ripartenze e sviluppano contropiedi micidiali. Mentre anche a centrocampo la superiorità degli ospiti è parsa evidente. Montolivo era abulico, Donadel ha speso tutto per tamponare mentre Liverani cercava di cucire la manovra. Ma contro i mastini di Marino gli spazi erano ridottissimi.
Stavolta non è bastato neppure inserire Vieri per dare una svolta. Bobo si è impantanato in area bianconera ingaggiando una vera battaglia con Zapata e Felipe senza mai riuscire ad essere pericoloso. Prandelli ha giocato con sagacia le sue carte richiamando anche Donadel e Liverani ormai stremati ma l'Udinese aveva già chiuso la sua cerniera difensiva. Partita comunque combattuta, piacevole, veloce. Il vantaggio bianconero scaturiva da un cross di Zapata sul quale Quagliarella andava a colpire di testa davanti a Frey dopo aver eluso il controllo dei difensori toscani. La reazione dei viola era veemente e immediata. Sei minuti e il pareggio era raggiunto grazie ad un tapin di Montolivo dopo una stoccata di Mutu sulla quale Handanovich era solo riuscito a respingere il pallone senza trattenerlo. La rete del successo la firmava Di Natale (obiettivo sfumato del mercato di Pantaleo Corvino) scattando sul filo del fuorigioco a raccogliere il suggerimento di Pepe. Per la statistica la Viola ha visto interrompersi una striscia positiva di 11 giornate: l'ultimo successo esterno al Franchi lo aveva firmato il Palermo giusto un anno fa (26 ottobre).
Per l'Udinese 7 punti nelle ultime tre trasferte.