Focolare o rifugio, così gli italiani vivono la casa

«Casa dolce casa», «casa mia per piccina che tu sia tu mi sembri una badia...» proverbi e luoghi comuni che riflettono bene i sentimenti e l'atteggiamento degli italiani nei confronti della casa. Questo quanto ha scoperto l'Ispo di Renato Mannheimer grazie all'indagine commissionata dal Cosmit che, a pochi giorni dall'apertura del Salone del Mobile (22-27 aprile), ha voluto conoscere l'atteggiamento degli italiani nei confronti dell'arredamento.
Per il 60% degli intervistati la casa è sinonimo di focolare familiare, percentuale che sale tra gli over 64, anche se rimane una fetta di cittadini (19% che sale al 25% tra i 18 e i 34 anni) che pensa alla casa come a un rifugio. Il 12%, invece, considera l'abitazione soprattutto un luogo funzionale (percentuale che sale tra i 45-55enni e nelle grandi città). La percezione dell'abitazione cambia non solo con l'età, ma anche con la terra d'origine: se il 9% degli italiani, infatti considera l'abitazione innanzitutto come un luogo dove ospitare e a ricevere amici, al Centro Italia e nelle realtà urbane la percentuale sale al 14%. Il dato forte, comunque, rimane l'amore e l'attenzione verso la propria casa: il 78% degli intervistati ritiene che la casa sia lo specchio della personalità di chi ci abita. La maggior parte delle persone, inoltre, è contenta della propria casa, la considera accogliente e rilassante. Otto su dieci sono orgogliosi di mostrarla agli amici, 7 su 10 vorrebbero avere più tempo da dedicarle, ma 5 su 10 cercano di essere parsimoniosi nelle spese. «La fotografia che emerge è di un'Italia appassionata - commenta Carlo Guglielmi presidente di Cosmit - il 93% degli italiani, infatti, ha dichiarato di aver un buon ottimo rapporto con la casa e il 94% la trova rilassante, il 91% Ama starci. In questo momento, infatti, lo stare in casa è un momento di autogratificazione e di autoaffermazione, oltre che un rifugio. Siamo tutti commossi dalla tragedia spaventosa del terremoto per cui moltissimi italiani la casa non ce l'hanno più e possiamo quindi capire cosa significhi per quelle persone non avere più nemmeno i propri oggetti e ricordi.
Fondamentalmente conservatori nell'arredo, gli italiani puntano soprattutto su comfort e praticità: come criteri per acquistare mobili e oggetti per la casa, indicano innanzitutto il gusto personale, la qualità e la convenienza, molto meno il design, la novità e la marca. A quattro persone su dieci piace l'idea di rinnovare spesso l'arredamento, ma la grande maggioranza (73%) non ha intenzione di farlo, almeno non entro il 2010: se poi si considera chi ha più di 64 anni la quota sale al 92% così come la percentuale «conservatrice» cresce al 78% se si considerano solo coloro che vivono la casa come focolare.
La ricerca dell'Ispo rivela che il 31% di coloro che vogliono cambiare qualcosa in casa pensa soprattutto a una cucina nuova, il 24% indica un rinnovamento del soggiorno, il 19% della camera da letto seguita dal bagno (13%). Quasi tutti comunque (82%) non hanno dubbi sul made in Italy e preferiscono prodotti italiani.