Follie di Stato: 55 milioni per i mondiali del ’90

Nel bilancio di Palazzo Chigi ancora fondi stanziati per pagare i mutui dei Mondiali organizzati 21 anni fa. Enti soppressi: quello per la montagna non esiste più dal 2010 ma riceve 490mila euro. C'è una commissione pure contro gli sprechi: brucia 82mila euro

Vi ricordate le «notti magiche» del 1990 quando Totò Schillaci segnava con ogni parte del proprio corpo? Bene, stiamo ancora pagando il conto di quei fasti!
Il dato è contenuto nel bilancio di previsione 2011 di Palazzo Chigi si comprende che la realtà è ben diversa. Agli eventi sportivi di rilevanza internazionale sono dedicati 1,8 milioni. Ai mutui della legge 65 del 1987, quella che ha dato il via alla costruzione degli stadi per il mondiale di calcio, tutto il resto, cioè 55 milioni. Che sono sempre meno dei 60 pagati l’anno scorso. L’Italia funzionava e in parte funziona ancora così: si sa quando si comincia e non si sa quando si finisce. D’altronde, quei 1.248 miliardi di vecchie lire (645 milioni di euro) spesi per gli stadi rappresentavano una cifra superiore dell’84% rispetto al preventivo iniziale.

Il budget della Presidenza del Consiglio è superiore ai 363 milioni stanziati dal Tesoro per il funzionamento di Palazzo Chigi e copre solo una parte degli impegni di spesa che complessivamente ammontano a 2,8 miliardi relativi ad altri capitoli. Alla Protezione civile, infatti, competono 1,9 miliardi. A scanso di equivoci occorre specificare che il personale costa meno di 40 milioni di euro (più o meno come il Fondo emergenza rifiuti Campania da 30 milioni), 110 milioni vanno alla manutenzione dei mezzi aerei e 1,1 miliardi per i mutui contratti dalle Regioni a seguito delle calamità. All’emergenza abruzzese sono destinati 350 milioni e 145 milioni alle infrastrutture antisismiche.

Gli altri 900 milioni circa sono destinati al funzionamento di una macchina kafkiana, lontana anni luce dalla mentalità del premier. Infatti, una delle prime osservazioni della nota preliminare al bilancio è che mancano 75 milioni per far fronte alle spese strutturali per il personale, considerato che l’applicazione dei nuovi regimi contrattuali per dirigenza e vice dirigenza costeranno oltre 7 milioni di euro. Ma questa non è la «casta», non è un privilegio della politica. È il costo vivo della «tecnostruttura». Serve una commissione intergovernativa per la Tav (330mila euro) e un commissario di governo (558.500 euro) per gestire il contenzioso relativo all’edificazione abusiva del villaggio Pinetamare di Castelvolturno, in provincia di Caserta. Poi c’è una struttura di missione per il Dal Molin di Vicenza che costa 40mila euro. E abbiamo anche una commissione per la lotta gli sprechi che intanto «brucia» 82.800 euro, mentre le spese per aumentare l’efficienza valgono 2 milioni.

La Convenzione delle Alpi, che già pesa per circa 450mila euro sul ministero dell’Ambiente? Ne costa altri 2mila alla Conferenza Stato-Regioni che ha già una segreteria da 160mila euro. Il dipartimento Politiche Ue, per aprire «Una finestra sull’Europa», spende 121mila euro: tanto costa il progetto di formazione dei futuri operatori dell’informazione europea svolto dalle Università di Perugia e Teramo. Si spende di meno (33.660 euro) per il forum telematico sulle riforme istituzionali.

Presso gli Affari regionali sono istituite le commissioni paritetiche con le Regioni a Statuto speciale, organi intermedi composti da parlamentari (talvolta) e da dirigenti della Presidenza. Palazzo Chigi spende 194mila euro perché se si riuniscono almeno tre volte l’anno i componenti percepiscono circa 800 euro al mese. Di competenza del ministro pugliese Fitto i fondi per le zone di confine (17 milioni) e le politiche per la montagna: 235mila per le cautele volte alla prevenzione degli infortuni da sport invernali e 490mila euro per l’ex Ente italiano montagna (Eim), soppresso l’anno scorso. Il salentino Fitto non deve preoccuparsi: l’ultimo presidente dell’Eim è nato a Capo d’Orlando, in provincia di Messina.

Restano da esaminare le sovvenzioni alla stampa, quest’anno dimezzate a 85 milioni (ma ci sono ancora da distribuire i 170 milioni del 2010) cui si aggiungono 50 milioni di rimborsi alle Poste per vecchie agevolazioni tariffarie, 40 milioni per i servizi stampa e informazione e 7,5 milioni per le convenzioni con agenzie di stampa. Poteva mancare la Rai? No, si becca 40 milioni per i servizi speciali.
Palazzo Chigi conta, infine, di impiegare 150mila euro per l’addestramento della polizia locale a fini turistici. Meglio così: un vigile che aiuta un forestiero fa qualche multa in meno.