«Per fortuna nessuno s’è accorto del calvario»

«Se si fosse scatenata la bagarre, sarei finito a pezzi». Riis: «Potrebbe essere colpa di una borraccia d’acqua fredda»

Pier Augusto Stagi

da Ortisei

Basso. Il morale è basso. La giornata di ieri è stata una delle più dure e difficili della sua carriera, ma Ivan, in ogni caso, non vuole guardare il bicchiere mezzo vuoto. «È stata durissima, non posso negarlo. Ho vissuto una giornata terribile, una lunga agonia, un vero calvario. Ho avuto problemi intestinali, allo stomaco, e quello che posso fare è guardare il mezzo bicchiere pieno: mi sono difeso, ho limitato i danni, questa è la cosa più importante».
Ivan Basso arriva sul traguardo di Ortisei 68 secondi dopo Paolo Savoldelli. Ha il volto della sofferenza: bianco, bianchissimo. Gli occhi sono velati dalla stanchezza e il suo sorriso è svanito dentro la sofferenza di una giornata dura. Non è bello perdere per questioni fisiche, non è bello privarsi di quella maglia rosa che fino a ieri aveva meritato come pochi di vestire.
Ma il Giro non è finito, e la voglia di esserci ancora c'è. Ma sono molti gli interrogativi, soprattutto su questo malessere. Perché? «È difficile dirlo, queste cose accadono - spiega Biarne Riis, team manager della Csc -. Basta anche una borraccia di acqua fredda. Posso solo dire che Ivan è stato grande, grandissimo, perché fin dalla prima salita stava male, e non ha fatto intuire niente ai suoi avversari».
«A metà corsa stavo malissimo - spiega direttamente Ivan -, e ho avuto la fortuna che nessuno mi abbia attaccato. Se si fosse scatenata la bagarre, non so come sarebbe andata a finire. Penso male, malissimo, in maniera definitiva». Il suo tecnico continua il racconto, soppesando le parole. Parla con un filo di voce, e non fa tradire la minima emozione: anche lui, come il suo pupillo, cerca di non scoprirsi troppo. «Ma noi non abbiamo nulla da nascondere. Ivan è stato poco bene, e lo diciamo tranquillamente. Non facciamo mistero. È arrivato ed è andato di corpo. Ha cercato anche di liberarsi, di vomitare, ma non credo che ci sia riuscito. È stata una giornata così, molto molto difficile e i suoi compagni di squadra sono stati davvero molto bravi. Almeno quanto Ivan».
E adesso? «Adesso speriamo che riesca a recuperare. La sfortuna è che questo contrattempo è successo alla vigilia di una delle tappe più temute di questo Giro, quella dello Stelvio. Mi auguro che riesca a recuperare e che non abbia più questi problemi. Cosa penso io? Che Ivan ce la farà, perché è uno tosto, è uno che ha grandi reazioni». Dal crampo sul Sammommé, al problema di stomaco di ieri. Ivan concesse 42 secondi nella tappa di Pistoia e poi seppe reagire, e 68 secondi ieri: non è il caso di drammatizzare.
«Ho vissuto una giornataccia, ma sono sicuro di poter ritrovare la strada maestra. Non è un problema di condizione, ma è lo stomaco che mi ha tradito». Lo stress, la tensione, il peso della maglia rosa? «No, Ivan è un tipo tranquillo, che sa gestire questo tipo di emozioni e situazioni - replica pronto Riis -. Queste giornate, purtroppo, capitano: a tutti i corridori. Diciamo che siamo stati bravi e sfortunati. Bravi a gestire una situazione difficile, sfortunati a dover smaltire una giornata così difficile alla vigilia di una giornata ancora più difficile».

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