La forza del pensiero muove gli arti meccanici

Una speciale placca di elettrodi da impiantare sul cervello "legge" le onde cerebrali e un computer mette in azione parti meccaniche come
braccia e gambe artificiali

Tokyo - Con l’obiettivo ambizioso di sfruttare fisicamente la forza del pensiero, un gruppo di scienziati giapponesi ha annunciato la formazione di una speciale equipe di ricerca per lo studio delle onde cerebrali applicate alla robotica medica. Il progetto, guidato da Toshiaki Tadamine, neurochirurgo e docente presso l’università di Osaka, si basa sull’utilizzo di una speciale placca di elettrodi da impiantare sul cervello, in grado di "leggere" le onde cerebrali e tradurle in informazioni interpretabili da uno speciale computer, che poi mette in azione parti meccaniche come braccia e gambe artificiali.

L’idea è quella di ottenere, tramite lo studio su un gruppo di persone affette da handicap fisici, una tecnologia abbastanza avanzata da permettere di azionare in tempo reale e con la dovuta accuratezza macchine o parti del corpo artificiali con la sola forza del pensiero, un concetto da applicare in particolar modo al settore medico assistenziale. I primi esperimenti hanno già dato risultati incoraggianti: con la collaborazione di quattro volontari, è stato registrato tramite le placche neurali un certo numero di movimenti basilari, che sono stati recepiti e interpretati correttamente dal computer con un’accuratezza risultata superiore all’80%. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione da parte dell’università di Tokyo e del centro di robotica di Kyoto "Atr", che forniranno la tecnologia già esistente utilizzata nella fabbricazione di arti sintetici.

Le applicazioni della robotica alla medicina sono in coninuo aumento, come dimostra (nella foto) questo "assistente" robotizzato che aiuta a camminare e muoversi, l'ha progettato la Honda, ed è studiato per aiutare la riabilitazione motoria.