Il fotovoltaico accelera Crescita del 50%

Seva (Mitsubishi): «Una volta ammortizzati i costi, l’impianto comincia a produrre reddito»

Vuoi per una più diffusa coscienza ecologica, vuoi per i robusti incentivi, rilanciati dal decreto ministeriale del febbraio 2007 con il nuovo Conto Energia, il fotovoltaico va di moda. E il traguardo dei 1.200 MW di capacità cumulata, al raggiungimento del quale il governo riconsidererà le agevolazioni, sembra avvicinarsi più in fretta. A oggi gli impianti in esercizio hanno superato le 11mila unità e quota 120 MW: più precisamente, 4.495 installati tra 2005 e 2006 (in base al vecchio Conto Energia), per una potenza di 78,9 MW, e 6.690 realizzati successivamente, capaci di 41,3 MW.
«Questi dati - osserva Gualtiero Seva, responsabile del settore fotovoltaico di Mitsubishi Electric in Italia - mostrano che le installazioni sono aumentate in un periodo più breve di quasi il 50%, ma con una potenza complessiva più bassa di oltre la metà. Ciò significa che il mercato si sta autonomamente orientando verso una sempre maggiore diffusione degli impianti di tipo residenziale». Come negli intenti della norma, che incentiva la generazione distribuita sul territorio per mezzo di installazioni piccole e medie. Con un contributo sotto forma di remunerazione dell’energia prodotta (che poi può essere conferita alla rete elettrica oppure usata localmente risparmiando sulla bolletta) a una tariffa convenzionale superiore ai valori di mercato e costante per venti anni; il prezzo pagato decresce al crescere della taglia dell’impianto e aumenta in ragione dell’integrazione nell’edificio.
«Si parte - prosegue Seva - con realizzazioni da un KWp (kiloWatt di picco) che presuppongono di coprire con i pannelli fotovoltaici una superficie pari a 7,5 metri quadrati; può essere un tetto oppure il fronte di un balcone. Una volta ammortizzati i costi, che nell’esempio ammontano a circa 6.500 euro, il fotovoltaico comincia a produrre reddito. E chi vuole azzerare immediatamente la bolletta basta che dimensioni l'impianto nel modo opportuno».
Considerando che un KW installato a regola d’arte può generare in media, nel Nord Italia, 1.200 KWh ora annui, si divide per questa cifra il consumo elettrico della famiglia di un intero anno e si ottiene il numero di KW necessari per coprirne il fabbisogno. L’impianto è relativamente semplice: i pannelli, un inverter e poco altro. Quanto al ritorno dell’investimento, i tempi non sono brevi: «Continuando con l’esempio, il pareggio arriva in circa 10 anni, ma il Conto Energia garantisce incentivi per 20 anni e l’impianto ha una vita utile di almeno 30 anni: è sufficiente una manutenzione annuale, lavandolo e verificando i connettori, dato che non ci sono parti in movimento e i moduli non si deteriorano».