France-Cinéma premia Lioret e Le Bomin

La rassegna dedicata a Noiret. Alla festa Scola, Tornatore e Sabine Azéma

Sauro Borelli

da Firenze

S'è conclusa ieri sera a Firenze la ventunesima edizione della manifestazione France-Cinéma pilotata, come di consueto, da Aldo Tassone e Françoise Pieri. È stata, a causa di oggettive restrizioni di finanziamento, una festa celebrata con sobrietà, ma che non ha demeritato in niente quanto a rigore e qualità delle iniziative e dei singoli film. Eppoi, punto di forza indiscusso della settimana di proiezioni è risultata la doviziosa retrospettiva dedicata a Philippe Noiret (ben 24 film, di cui circa la metà di produzione italiana).
Frattanto, anche per i film e gli autori di più immediato interesse le giurie del pubblico e degli studenti hanno riservato concordi i loro favori a Je vais bien, t'en fais pas di Philippe Lioret e (ex aequo) Les fragments d'Antonin di Gabriel Le Bomin, due opere d'impianto e di struttura narrativa radicalmente diverse - la prima incentrata sul dramma tutto intimistico d'una famigliola devastata da nevrosi e contraccolpi tragici pressoché insolubili; la seconda sostanziata dalla drammatica materia riferita ai traumi fisici e psichici conseguenti a esperienze belliche estreme - destinate a suscitare anche nella programmazione commerciale consensi e favori incondizionati.
Nello scorcio finale della manifestazione fiorentina hanno fatto la loro comparsa cineasti e attori che, nell'intento di onorare la figura e l'arte di Philippe Noiret, hanno di volta in volta commentato insieme al pubblico vari film via via riproposti.
Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Sabine Azéma - festeggiatissima dopo la felicissima serata con la proiezione del sentimentale Coeurs del grande Alain Resnais - si sono prodigati nel celebrare il versatile comédien francese che, dal canto suo, non ha lesinato complimenti per i registi di casa nostra che l'hanno diretto in tante pellicole di pregio quali Nuovo cinema Paradiso, Amici miei, Tre fratelli, La famiglia, Il postino, Gli occhiali d'oro, Il deserto dei tartari e così via.
In definitiva, France-Cinéma 2006 ha fatto forse le nozze coi fichi secchi, come si dice. Ciò non toglie che la passione degli animatori di sempre e l’assiduo pubblico delle proiezioni e dei confronti hanno regalato un prezioso valore aggiunto all'intiera manifestazione. Con la tacita speranza, beninteso, che per il futuro il budget di France-Cinéma sia rimpinguato. Dunque (per dirla ancora con Noiret): «que la fête commence». E che possa continuare per il meglio.