Francesco Fogolla

Nacque nel 1839 a Montereggio di Mulazzo, in Lunigiana. Studiò a Pontremoli, poi la sua famiglia si trasferì a Parma, dove Francesco nel 1856 vestì il saio dei francescani. Ordinato sacerdote, nel 1866 fu mandato missionario in Cina, destinazione Ta-tun-fu nello Shan-si. Nel 1870 venne destinato alle missioni di Ki-sien e Pin-iao. Sette anni dopo fu nominato vicario generale della missione di Lun-gan-fu. Vi arrivò quando imperversava una gravissima carestia e fu per suo merito se giunsero aiuti dall’Europa e da Shanghai. Il padre Fogolla fece costruire una chiesa dedicata al Sacro Cuore e divenne così esperto nella lingua cinese da fare ammettere, per la prima volta, i cristiani nella categoria dei «dotti». Naturalmente incontrò l’opposizione dei bonzi buddisti, per i quali un cristiano in più era anche una fonte di reddito in meno. Ma lui tirò dritto e creò un orfanotrofio e un asilo. La diffusione del cristianesimo in Cina doveva molto anche a questo suo aspetto: gli altri culti non si preoccupavano degli emarginati, ritenendo ognuno prigioniero del proprio «karma». Il Fogolla ebbe un padiglione missionario all’Esposizione Internazionale di Torino del 1898, dove la sua collezione di flora fossile suscitò l'attenzione degli studiosi occidentali. Si trovava a Parigi quando lo raggiunse la nomina a vescovo coadiutore. Nel 1899 si imbarcò con altri confratelli e un gruppo di suore per far ritorno in Cina. Qui, però, erano già cominciate le stragi di cristiani da parte della setta dei Boxers. Il pad Fogolla rimase ucciso in uno di questi massacri nel 1900.