Francesco Pianzola

Nacque nel 1881 a Sartirana Lomellina, in provincia di Pavia. Nel 1893 entrò nel seminario di Vigevano e subito dimostrò di avere le idee chiare circa il suo futuro, convincendo diversi compagni di studi ad aderire a un suo progetto. Intanto, nel 1907 veniva ordinato sacerdote e nominato rettore del santuario vigevanese dell’Immacolata, da cui dipendevano un oratorio e un convitto per operaie. L’anno seguente cominciò a dare forma al suo famoso progetto fondando la congregazione degli Oblati Diocesani dell’Immacolata, che avrebbero dovuto occuparsi della predicazione delle missioni popolari. Lo stesso Pianzola si impegnò nella predicazione e diede sfogo alla sua natura vulcanica creando oratori, associazioni per ogni categoria di persone, scrivendo. Decenni di contrasto Stato-Chiesa, il dilagante socialismo, lo scoppio della Grande Guerra e l’industrialismo selvaggio avevano lasciato la vita religiosa del popolo in sfacelo, ed era questo il motivo che spingeva il Pianzola a un’attività indefessa. Nel 1919 affiancò alle sue molteplici opere la fondazione, nella città di Mortara, delle suore Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace. Per vergare le regole per queste suore andò sul lago d’Orta, in provincia di Novara, nel santuario dell’Addolorata di Boleto. Qui non abbiamo lo spazio per descrivere in dettaglio le prove, le incomprensioni, i sacrifici, le umiliazioni anche, che di solito deve affrontare un fondatore di famiglia religiosa e che non mancarono nemmeno al Pianzola, il quale ne uscì con la salute compromessa. Don Francesco Pianzola morì a Mortara nel 1943.
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