Fuga nei rifugi (chic) e ti scopri più ricco...

Ecco le baite che puntano sul comfort senza rinunciare alla magia di una volta, fra alta cucina e musica

Avere tutto il necessario con sé: «mecum mea sunt cuncta». Lo dicevano i latini che in realtà per monti andavano poco. Eppure vale anche oggi quando si prepara uno zaino e si immagina, come meta, un rifugio. Un po' sperduto, via dalle pazze connessioni, ma aperto a nuove relazioni: un luogo dove scambiare due chiacchiere vicino al fuoco o intonare canti notturni indirizzati alle stelle con altri escursionisti. Andar per rifugi è una fuga libera nel tempo e nello spazio di quello zaino dove raccogliamo l'essenziale per qualche piccola ora alpina, lontani da valli di affanni. E ci accorgiamo quante poche cose, sulle spalle, servano a stare bene e quanto pesi, invece, il fardello della quotidianità. Un tempo i rifugi erano spartani. Oggi - lasciando agli alpinisti quote e difficoltà superiori - sono il lusso moderno. Ed è per questo che molte ex baite si sono riconvertite al comfort (anche al wi fi), senza rinunciare alla magia di un tempo. Perché lassù ogni cosa ha un sapore più intenso, anche il caffè bollente del mattino. L'estate 2.0 nei rifugi, negli ultimi anni ha portato anche la musica classica, come in Trentino con la tradizionale rassegna «I suoni delle Dolomiti» (www.isuonidelledolomiti.it), mentre molte altre baite si sono organizzate puntando su ottima cucina, benessere e attività. Ecco, dalle Alpi agli Appennini, dove dirigere, con calma, i propri passi.