Fukushima, fallito il tentativo di chiudere la falla Kyoto: mesi prima di fermare fuga radioattiva

E' fallito il tentativo di sistemare la crepa di venti centimetri da cui fuoriusciva il materiale radioattivo che si disperdeva poi in mare. Per il governo giapponese ci vorranno mesi prima che si possa porre fine alla perdità di radioattività dalla centrale. Trovati morti due operai nel reattore

Tokyo - Individuata la falla, fallito il tentativo di chiuderla. I tecnici della Tepco non sono riusciti infatti a sigillare la perdita di acqua altamente radioattiva che fuoriesce da una crepa di circa 20 cm dal reattore n. 2 della centrale nucleare di Fukushima Daichi danneggiata dal sisma dell’11 marzo scorso. I tecnici hanno tentato di riparare la perdita con del cemento speciale a presa ultra-rapida, ma non è servito a nulla. Secondo l’agenzia Kyodo News il secondo tentativo è stato fatto con 8 kg di un polimero che ha un potere assorbente 50 volte pari al suo volume, mischiato a 60 kg di segatura e tre buste di giornali. Nel mentre il capo di gabinetto del governo Yukio Edano ha confermato che ci vorranno "mesi" prima che si riesca a porre fine alla perdita di radioattività dalla centrale, soprattutto "se si applicano metodi considerati normali, credo che possa accadere qualcosa di molto simile". Anche se sembra impercorribile, "in molti ci hanno chiesto di provare ad accorciare i tempi", ha aggiunto, ricordando che governo e gestore dell’impianto, la Tepco, "stanno prendendo in esame molteplici opzioni per fermare la crisi nucleare". 

Edano ha riferito che l’esecutivo rafforzerà l’assistenza alla gente delle aree devastate dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso, oltre a rivedere, se necessario, l’area di evacuazione intorno alla centrale di 20 km, più altri 10 di di rispetto, alla fine delle analisi e dell’elaborazione degli ultimi dati raccolti. Quanto alle analisi mediche, Edano ha reso noto che le autorità sanitarie hanno esaminato le funzioni della ghiandola tiroidea a circa 900 neonati e bambini che vivono nei comuni vicino alla centrale e che nessuno di loro ha presentato alcuna forma di "alterazione" dovuta alle radiazioni.

Intanto l’acqua radioattiva si disperde velocemente in mare ma non dovrebbe rappresentare un rischio per l’ambiente: tuttavia costituisce un pericolo per il personale impegnato nella centrale per i lavori di raffreddamento e di contenimento delle fughe radioattive. Oggi Tepco, l’ente di gestione dell’impianto, ha annunciato che i corpi dei due tecnici della centrale dispersi dal giorno del sisma/tsunami sono stati recuperati nella sala delle turbine del reattore numero quattro. A poco meno di un mese dalla catastrofe, il bilancio delle vittime rimane stabile a circa 28mila fra morti e dispersi: oltre 24mila militari sono impegnati nelle ricerche dei corpi nelle zone costiere, molte delle quali ancora inaccessibili via terra a causa delle macerie. Le operazioni di ricerca non includono la zona di 20 chilometri intorno alla centrale di Fukushima, sgomberata per timori di contaminazione radioattiva.