Fuori dalla notizia - Anche su Marte, striscia la bugia

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo. La notizia. La vita su Marte? Potrebbe avere la forma di un rettile. Il dubbio viene da una foto della Nasa che circola in queste ore su Internet e dove quello ripreso tra i sassi del pianeta rosso sembra effettivamente un serpente. L'immagine è stata scattata lo scorso gennaio da uno dei robot dell'agenzia spaziale americana, Spirit, che da anni cerca le prove dell'esistenza di vita extraterrestre. In questo caso però i geologi americani, alla disperata ricerca di tracce di antichi microrganismi, si sono trovati davanti a un ben più incredibile risultato. Sul web gli appassionati di alieni già esultano davanti alla prova che dimostrerebbe che il governo americano abbia celato per anni l'esistenza di vita lontano dalla Terra, anche se rimane il dubbio che si tratti di una strana formazione rocciosa, accentuata da un gioco di luce e dalla scarsa definizione della foto. L'immagine viene già tacciata però di essere un fotomontaggio ben riuscito per prendere in giro gli scienziati americani, da tempo a corto di scoperte che giustifichino le spese «galattiche» delle proprie ricerche. (fonte: Apcom, 12 febbraio 2009) Fuori dalla notizia. «Adesso basta con queste notizie false e tendenziose che infangano la nostra categoria. La misura è colma. Abbiamo inviato una diffida alla Nasa affinché non vengano più diffuse pseudo-informazioni che mettono in relazione il nostro sottordine con il pianeta Marte». Firmato: Ophidia & Associati. È questa la reazione ufficiale dei rappresentanti dei serpenti terrestri alle continue indiscrezioni circa la presenza di alcuni di questi rettili sul pianeta rosso. Da circa dieci anni, da quando cioè il robot Spirit inviò al quartier generale dell'ente spaziale statunitense alcune fotografie del suolo di quel pianeta che mostravano alcune forme apparentemente riconducibili a boa e anaconda, la richiesta di serpenti, sul mercato nero degli animali, è aumentata in misura esponenziale. La moda di spacciare come esseri alieni rettili assolutamente terrestri prese piede dapprincipio negli Usa, per poi diffondersi in Europa. E ha ormai impoverito le colonie di questi rettili in molti Paesi. «Effettivamente - dicono alla Nasa - permangono dubbi sull'origine di quelle tracce. Non siamo certo stati noi a parlare per primi di possibile origine organica delle stesse. Del resto, prima di farlo, avremmo dovuto toccare quella roba. Non siamo mica scemi. Non dei serpenti abbiamo paura!».