Fuori dalla notizia Missione lunare, sindacati sul piede di guerra

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell'etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo.

La notizia. Il governo giapponese intende inviare sulla Luna entro il 2020 un robot «bipede» per esplorare il terreno in vista della possibile costruzione di una base permanente nella quale far lavorare sia esseri umani che robot. Il gruppo di lavoro che ha presentato il progetto ha tuttavia escluso l'allestimento di una missione lunare con equipaggio a medio termine: «È necessaria una lunga riflessione sui rischi legati alle attività umane sulla Luna e ai costi altissimi di una missione di questo genere se finanziata da un singolo Paese».
L'agenzia spaziale giapponese Jaxa spera piuttosto nel varo di programmi internazionali di esplorazione lunare ai quali possano partecipare anche astronauti nipponici, limitandosi a sfruttare nel frattempo una delle aree di eccellenza dell'industria giapponese, ovvero la robotica. (fonte: Apcom, 4 aprile 2009)

Fuori dalla notizia. Il TUR giapponese, la più antica organizzazione sindacale dei robot, ha minacciato un anno di sciopero contro la coscrizione dei suoi associati per l'imminente missione sulla Luna. «Gli obiettivi della missione - ha detto ieri 3339Y Akiro, segretario della sezione di Tokyo della Trade Union Robot - non sono chiari. I responsabili del Progetto MoonForUs, fino a oggi si sono ben guardati dall'informarci su quelle che dovrebbero essere le nostre mansioni. Teniamo a precisare che i rischi di una prolungata permanenza sulla Luna non riguardano soltanto gli umani, ma anche noi».
A chi gli chiedeva perché, stanti i pericoli del soggiorno lunare (previsto della durata di sei mesi), le organizzazioni sindacali degli umani non abbiano annunciato uno stato di agitazione, 3339Y Akiro ha ribattuto: «Questo dovreste domandarlo al mio collega Kimitake Kenzaburo. O magari - ha aggiunto sibillino - a qualcuno più in alto di lui...».