Gül fa il laico ma lascia a casa le donne

da Ankara

Lo ha ripetuto più volte: «Sarò il presidente di tutti». E, in occasione del suo primo ricevimento ufficiale, che si tiene domani al Kosk, la residenza del capo dello Stato turco, il neoeletto presidente della Repubblica Abdullah Gül sta cercando di non scontentare nessuno. Laici o islamici che siano. La prima sorpresa è arrivata venerdì scorso, quando dall'ufficio stampa della presidenza hanno fatto sapere che gli inviti per il primo ricevimento ufficiale chiedevano di partecipare senza la moglie. Un'accortezza per evitare donne velate all'interno del palazzo simbolo della laicità dello Stato. Una mossa, stando alle indiscrezioni dei quotidiani turchi, molto apprezzata, ma che avrebbe anche sollevato le obiezioni di qualche dirigente dell'Akp, il Partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo, da cui Abdullah Gül proviene. Sarà assente anche la consorte del capo dello Stato, Hayrunissa, prima first lady velata nella storia della Repubblica turca e che per il suo türban, portato con disinvoltura anche dove sarebbe vietato, ha suscitato più di una polemica.
In realtà la signora Gül negli ultimi tempi si fa vedere poco in giro. Il quotidiano Hürriyet ha rivelato che dallo scorso 28 agosto, giorno della proclamazione dell'undicesimo capo di Stato, la coppia presidenziale non si è mai stata ritratta insieme. Non solo. Sembra quasi che l'ex ministro degli Esteri stia cercando di nascondere la sua dolce metà il più possibile. Il quotidiano Vatan, ieri, ha pubblicato uno scoop che mette in evidenza come la figura di Hayrunissa non compaia sul sito ufficiale della presidenza della Repubblica. Strano, se si pensa tutte le precedenti first lady sono state puntualmente menzionate alla fine della biografia del loro consorte e che, nel caso dell'ultima, Semra Sezer, è anche disponibile una piccola nota biografica a parte e alcune fotografie che la ritraggono in occasioni ufficiali. Non solo. Ad Hayrunissa è toccato anche essere cancellata dal sito personale ufficiale di Abdullah Gül, anche se non ha nulla a che vedere direttamente con la carica più alta della Nazione.
Il neopresidente, per il ricevimento di domani ha cambiato molte regole imposte dal suo predecessore, l'ultra laico e austero Ahmet Necdet Sezer. Ha riportato il numero degli invitati da 1.000 a 2.500, numero fissato dal protocollo del nono presidente della Repubblica turca, Suleyman Demirel. Ma soprattutto ha lasciato tutti a bocca aperta per i nominativi presenti sulla lista. Oltre ai rappresentanti dei principali partiti politici e dei corpi diplomatici, infatti, ci saranno rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo. Primo fra tutti il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, contestato in patria per le sue dichiarazioni sul genocidio armeno del 1915 e messo sotto processo nel 2005 per aver offeso l'identità turca. Con lui anche Sezen Aksu, la cantante turca più nota all'estero.
Il presidente ha voluto invitare anche il direttore del quotidiano islamico Vakit, che Gül una volta ha definito il suo giornale preferito, e che fino a questo momento non aveva mai messo piede al Kosk. Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma, senza dimenticare l'antico passato, anche se il capo dello Stato non perde occasione di dire che vuole garantire a tutti uno stato laico.