G20, Sarkzoy minaccia: "Misure concrete oppure io me ne vado"

Giovedì a Londra l'appuntamento tra i leader mondiali. L'Eliseo: "Stop ai paradisi fiscali". E Brown rilancia: "Creare 20 milioni di posti di lavoro". Il presidente dell'Europgruppo Juncker: "A rischio la coesione sociale"

Londra - Il guanto di sfida di Sarkozy. Il capo di stato francese alza il tono e minaccia di far saltare in aria il vertice G20 di Londra del 2 aprile se non saranno adottate misure concrete per rilanciare l’economia globale: "Non ci sarebbe niente di peggio di un G20 di basso profilo, preferisco una rottura a un consenso minimalista". Quando mancano meno di 48 ore all’incontro Nicolas Sarkozy è più che mai deciso ad esercitare tutta la pressione possibile sul G20: "Se a Londra non ci saranno progressi, ci sarà una sedia vuota! Mi alzerò e me ne andrò!" aveva minacciato il capo stato, in una conversazione appartata, alla fine del consiglio dei ministri del 18 marzo.

Paradisi fiscali Pur se i membri del G20 non sono più in contrasto più sul tema dell’ampiezza delle misure di stimolo - gli americani ammettono ormai che queste possano essere diverse a seconda delle aree economiche - il punto focale è il dossier della regolamentazione finanziaria e dei paradisi fiscali, due temi sui quali Sarkozy intende agire concretamente. La linea dell’Eliseo è stata confermata ieri da Xavier Musca, nuovo segretario generale della presidenza francese: "Tutti comprendono l’importanza di questo vertice per i mercati e per l’opinione pubblica. Stiamo per costruire un nuovo mondo" ha dichiarato Musca, aggiungendo: "La Francia non accetterà un G20 che produca un falso successo con un linguaggio dalle note dolci, ma dai contenuti vuoti".

No a un regolatore Sono pochi i paesi che concordano sulla creazione di un regolatore internazionale globale. Gli anglosassoni si oppongono con forza a questa ipotesi, mentre l’idea di compromesso sarebbe quella di assicurare un maggiore e migliore coordinamento fra gli organi di controllo nazionali.

Misure contro la disoccupazione Il G20 dovrebbe adottare le misure necessarie per creare 20 milioni di nuovi posti di lavoro come soluzione per trarre l’economia mondiale fuori dalla recessione. È l’appello lanciato dal primo ministro britannico Gordon Brown. "Dobbiamo fare gli interventi necessari per evitare le conseguenze negative della disoccupazione di massa di lungo periodo e salvare e creare 20 milioni di posti di lavoro", ha detto Brown in un discorso a Londra alla vigilia del vertice dei 20 grandi del mondo.

Juncker: a rischio coesione sociale Per il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker "la crisi dell’occupazione è drammatica" e in prospettiva ci potrebbero essere anche rischi di rottura della coesione sociale. "La crisi dell’occupazione - ha detto Juncker intervenendo al parlamento europeo - avrà conseguenze estremamente negative anche sul fronte delle finanze pubbliche ed effetti negativi sulla crescita potenziale dell’economia della zona euro che inevitabilmente diminuirà". "Le notizie sono sempre più negative. La situazione economica nella zona euro - ha rilevato Juncker - continua a degradarsi e quella sui mercati finanziari resta fragile".