Gb, creati embrioni umani con tre genitori diversi

Sono già dieci gli embrioni umani con tre "genitori" creati nei laboratori dell’Università britannica di Newcastle. Ognuno contiene il Dna di un uomo e due donne. L’obiettivo è quello di arrivare a un bebè a prova di malattie ereditarie

Newcastel - Sono già 10 gli embrioni umani con tre "genitori" creati nei laboratori dell’Università britannica di Newcastle. Ognuno, infatti, contiene il Dna di un uomo e due donne. L’obiettivo, spiegano i ricercatori dell’ateneo autori della ricerca shock, è quello di arrivare, grazie agli embrioni con due mamme e un papà, a un bebè "disease-free", cioè a prova di malattie ereditarie. Un piccolo geneticamente modificato che, secondo l’annuncio degli scienziati, potrebbe nascere in Gran Bretagna entro tre anni.

Gli speciali embrioni, riferisce il quotidiano "Daily Mail", sono stati ottenuti con la speranza di arrivare alla cura di gravi malattie ereditarie, inclusa la distrofia muscolare e l’epilessia. Il team di Dug Turnbull spera di combinare le tecniche di fecondazione in vitro con la chirurgia cellulare per eliminare malattie causate da difetti del mitocondrio, la centrale energetica della cellula.

La tecnica utilizzata Per verificare la loro ipotesi i ricercatori di Newcastle hanno effettuato un trapianto di mitocondri nell’embrione. Si tratta di piccoli organelli che si trovano fuori dal nucleo, nel citoplasma della cellula e che contengono parte del Dna cellulare. Per arrivare al loro obiettivo i ricercatori hanno prima fecondato un ovulo e poi, prima che questo iniziasse a differenziarsi, ne hanno estratto il nucleo che è stato inserito in un ovulo sano di un donatore. Nonostante il nucleo sia stato inserito nell’ovulo di un donatore, l’unica informazione genetica rimasta dell’ovulo sano riguarda quella piccola parte che controlla la produzione di mitocondri, circa 16 mila basi su 3 miliardi che costituiscono il genoma umano. In questo modo, una volta fatto nascere il bambino, questo non dovrebbe assumere le sembianze del donatore.

Per verificare questa ipotesi i ricercatori hanno provato questa tecnica sui topi. L’aspetto dei figli nati dalle cavie, nonostante avessero elementi genetici di tre genitori diversi, non sembra essere stato influenzato dall’ovulo sano del terzo topo. Infatti, il Dna nucleare, che influenza l’aspetto e altre caratteristiche, apparteneva soltanto ai due dei genitori. Tuttavia, i ricercatori hanno precisato che il successo di questi primi esperimenti riguarda soltanto una fase iniziale. Pertanto, per il momento non si può parlare di nuovi trattamenti.