Gelpi (Aci): «Investire nelle infrastrutture Una rete viaria obsoleta genera caos e incidenti»

«Pur spendendo 168 miliardi di euro ogni anno, gli automobilisti italiani sono costretti a muoversi su una rete viaria obsoleta che genera congestione e incidenti stradali. Questi ultimi misurano in modo direttamente proporzionale le carenze infrastrutturali: si potrebbe evitare un incidente su tre in Europa se tutti i Paesi investissero nell’innalzamento degli standard di sicurezza delle strade. A fronte di una spesa ragionevole si otterrebbero ingenti guadagni: ogni euro versato per l’ammodernamento delle infrastrutture produrrebbe un risparmio di 20 euro sui costi sociali imputabili all’incidentalità, che solo in Italia superano ogni anno i 30 miliardi».
Questa la denuncia fatta da Enrico Gelpi, presidente dell’Automobile Club d’Italia a Riva del Garda, in occasione dei lavori della 65a Conferenza del traffico e della circolazione.
«La sempre maggiore attenzione del Governo e del Parlamento al tema della sicurezza stradale – ha precisato Gelpi – è un segnale importante della volontà di intervenire alla radice del problema. Essere i primi a parlare, in Europa, di un Codice unico della strada ci candida a leader della sicurezza stradale a livello comunitario. Un’ambizione che ribadiremo nella prossima Conferenza interministeriale dei trasporti che si aprirà a Mosca il 19 novembre, dove avanzeremo due proposte concrete in risposta alla sempre più diffusa mancanza di risorse per la mobilità: la destinazione alla sicurezza stradale di almeno la metà degli incassi delle multe per le infrazioni al Codice della strada, e l’accantonamento per lo sviluppo delle infrastrutture del 10% degli stanziamenti complessivi della Banca Mondiale e degli altri principali enti erogatori internazionali.
Ogni anno in Italia muoiono sulle strade 5mila persone, 1,2 milioni nel mondo, oltre 50mila le vittime in Europa, due milioni i feriti e 160 miliardi di euro il costo che questa «guerra» impone all’economia. Ecco perché l’Unione europea si è data come obiettivo quello di ridurre del 50% le vittime degli incidenti entro il 2010, promuovendo alcune azioni incisive come la patente a punti. Nonostante alcuni dati positivi non verrà raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione. Per questo va rilanciato in modo concreto il tema della sicurezza perché gli incidenti sono una vera emergenza: non esiste alcuna altra attività che provoca un tale elevato numero di vittime: 5mila morti all’anno sono un contributo inaccettabile per un Paese civile. Non si deve assolutamente lesinare sulle risorse che vengono messe a disposizione in questa lotta e si devono rendere obbligatorie alcune tecnologie come è stato fatto con l’introduzione della cintura di sicurezza e del casco: dai congegni elettronici che assicurano la tenuta di strada (Esp) e la frenata sicura (Abs), agli Airbag fino ai radar anticollisione.