Genova, alla scoperta dei Rolli cinquecenteschi

Nel 2006 l'Unesco ha nominato Genova patrimonio dell'umanità. Nelle mura storiche i prestigiosi edifici del principe Andrea Doria

Genova - Il 13 luglio 2006 la speciale commissione Unesco riunita a Vilnius (Lituania) riconosceva quarantadue degli ottanta palazzi iscritti ai Rolli come patrimonio dell'umanità. Oggi Electa presenta Genova, Patrimonio dell’Umanità, un volume interamente dedicato all’architettura della Genova cinquecentesca più raffinata.

I palazzi dei Rolli Un’indagine fotografica dei prospetti del centro antico della città che rappresenta i quarantadue palazzi "dei Rolli". Palazzi dei Rolli è un’espressione desueta che designa l’elenco, stilato dal Senato nel 1576, dei più prestigiosi edifici genovesi situati dentro le mura cinquecentesche, nell’intento di individuare dimore adeguate a ricevere ospiti di Stato in visita alla città. Siamo quindi nella Genova del principe Andrea Doria che avrebbe dovuto ospitare i personaggi illustri in visita alla città all’interno della sede di governo, ovvero palazzo Ducale.

Palazzo Ducale Nella seconda metà del Cinquecento palazzo Ducale era oggetto di importanti lavori di ristrutturazione. Da qui l’esigenza di escogitare nuove soluzioni per gli alloggiamenti che furono appunto individuati nei cosiddetti "Rolli". Le caratteristiche architettoniche e abitative decretavano la suddivisione nelle quattro categorie distinte in una gerarchia che andava dai sovrani fino a "signori di minor qualità". Il primo Rollo raccoglieva le dimore adatte "per Cardinali et Prencipi grandi non dipendenti ò feudatarij et per li vicerè di Napoli et Sicilia et per li Governatori di Milano". Nel secondo quelle "per altri Prencipi inferiori et per Ambasciatori di Papi, Imperatori et Regi ò di altri che piacerà al serenissimo Stato". Nel terzo quelle che furono definite adeguate "per l’alloggiamento di altri signori di minor qualità". Infine, nell’ultimo elenco, quelle "case ch’erano in l’altro bussolo ma hora tralasciate per esser troppo piccole".

Una Genova "nuova" Da notare è il triplicato numero di palazzi ritenuti adatti alle necessità dell’alloggiamento di Stato tra il 1576 e il 1599, che acclara quale straordinaria stagione architettonica stesse vivendo Genova allora. Grazie alle moderne tecnologie di ripresa, le immagini di Piero Migliorisi che il volume propone consentono la lettura delle facciate in un solo colpo d’occhio. Una visione impossibile nella realtà a causa dell’assetto urbano caratteristico del tempo, in cui gli edifici si stringevano l’uno addosso all’altro lasciando pochissimo spazio alle strade. Electa presenta un'esclusiva raccolta di fotografie che rivela un ritratto di Genova antica e nuova allo stesso tempo: il progetto di questo particolare volume è maturata in conseguenza alla decisione dell’Unesco di includere quarantadue palazzi dei Rolli nella lista del Patrimonio dell’Umanità.