«Basta rivoluzioni Questo è l'anno del rilancio Genoa»

Recordman di presenze nella storia del Genoa (444), leader vero, capitano e anche ottimo allenatore con alcuni risultati di prestigio, come la promozione in A del Livorno nel 2009 e i playoff di Lega Pro persi in semifinale con il Sorrento nel 2012. Gennaro Ruotolo torna a parlare della squadra che ha amato di più e con la quale ha trascorso 14 indimenticabili stagioni tra il 1988 e il 2002: il nuovo tecnico, il mercato e il suo sogno sempre vivo di poter un giorno guidare il Grifone.
Cosa fa oggi Ruotolo?
«Mi sto aggiornando e sto continuando a studiare, informandomi e preparandomi per una eventuale nuova esperienza. L'ultima a Treviso non è andata bene, ma ho voglia di rifarmi al più presto e voglio farmi trovare assolutamente pronto».
Ha ricevuto qualche chiamata per la prossima stagione?
«Non ancora, ma l'estate è lunga e il mercato anche. Non ci penso e aspetto, perché nel mio lavoro la telefonata giusta può arrivare da un momento all'altro».
Fabio Liverani sarà il nuovo tecnico del Genoa: condivide la scelta del Presidente Preziosi?
«Non ha tanta esperienza come allenatore, ma ha giocato, anche ad alti livelli e in squadre importanti come Lazio e Fiorentina. È una scommessa del Presidente e dipenderà tanto da che gruppo gli metterà a disposizione la società. Non è detto che un tecnico giovane non possa fare bene da subito. Gli esempi sono tantissimi».
Il Genoa arriva da due stagioni al di sotto delle aspettative. Cosa non ha funzionato?
«In effetti i tifosi sono rimasti delusi dalle ultime due annate. Ci sono stati troppi cambi, troppi avvicendamenti e probabilmente alla squadra sono mancate sicurezza e stabilità. L'importante è che il Genoa sia ancora in Serie A e possa pianificare la stagione del rilancio».
Come deve muoversi il Grifone in questo mercato?
«Secondo me è fondamentale non vendere troppi giocatori e non comprarne decine. Nel mio Genoa c'era un gruppo solido, amalgamato e vincente, costituito da un nucleo di giocatori che non cambiava mai. Con quello e con il lavoro sono arrivati risultati incredibili. Lo spogliatoio ha bisogno di tranquillità per lavorare bene. Un gruppo per cimentarsi ha bisogno di figure di riferimento e di stare insieme per anni».
Una soluzione sarebbe magari di trattenere leader come Kucka e Granqvist?
«Sono due ottimi giocatori che si comportano da leader. L'ossatura del Genoa c'è e andrebbe solo perfezionata con acquisti mirati. Se c'è l'ennesima rivoluzione bisognerà ricreare tutto dall'inizio e potrebbe volerci di nuovo tempo per dare un'identità alla squadra».
E se le venisse un giorno proposta la panchina del Genoa?
«Verrei di corsa. Normale che da simpatizzante rossoblu sogni di allenare la squadra che mi ha dato tanto. Spero che un giorno i risultati mi ci portino».