Germania, Oskar Lafontaine lascia la politica nazionale

«Oskar il Rosso» annuncia l'addio al Bundestag e alla presidenza della Linke, il partito di estrema sinistra. Motivi di salute dietro la scelta

Oskar Lafontaine si ritira dalla politica nazionale, rinunciando alla carica di presidente della Linke e rimettendo il mandato di deputato al Bundestag.
Lo ha annunciato a Berlino nel corso di una conferenza stampa «Oskar il Rosso», spiegando che il suo ritiro è dettato «unicamente da motivi di salute», dopo l'operazione per un tumore alla prostata subita nel novembre scorso. «Il cancro è stato un segnale di avvertimento e la seconda crisi esistenziale della vita»«, ha aggiunto, in riferimento all'attentato subito nel 1990, quando una folle gli aveva inferto con un coltello una gravissima ferita al collo.
Lafontaine ha spiegato il suo ritiro dalla scena politica nazionale con il fatto che al momento non è possibile fare previsioni sul decorso della malattia che lo ha colpito. «Oskar il Rosso» ha confermato di voler mantenere la carica di presidente della Linke fino al congresso del partito, previsto in maggio a Rostock, sottolineando di volersi tuttavia impegnare personalmente nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 9 maggio nel Nordreno-Westfalia. Nel Land che una volta era la cassaforte elettorale del partito socialdemocratico, governato negli ultimi cinque anni da una coalizione tra Cdu e liberali della Fdp, la Linke punta ad entrare nel parlamento di Düsseldorf, forte dei sondaggi che al momento le attribuiscono il 6%. Se l'obiettivo verrà raggiunto, il partito di Lafontaine sarà presente in 7 parlamenti regionali all'ovest, oltre ai cinque dell'est ed a quello della città-Stato di Berlino, dove governa insieme alla Spd del borgomastro Klaus Wowereit. Lafontaine ha invece confermato di voler conservare la carica di presidente del gruppo parlamentare della Linke nel parlamento della Saar, il Land di cui è stato governatore per 13 anni, dal 1985 al 1998, l'anno in cui con una campagna elettorale travolgente consentì a Gerhard Schröder di arrivare alla Cancelleria, mettendo fine a un'era di governo durata 16 anni di Helmut Kohl. Con l'abbandono di Lafontaine, che aveva assunto la presidenza del partito nel 2007, dopo la fusione tra la Pds tedesco-orientale e la Wasg, l'associazione dei sindacalisti usciti dal partito socialdemocratico, nella Linke si apre adesso la corsa alla successione, anche perché il copresidente del partito Lothar Bisky ha annunciato di non volersi ricandidare. Anche se rimarrà lontano da Berlino, Lafontaine continuerà in ogni caso ad esercitare una forte influenza sulla politica tedesca, come ha confermato la deputata della Linke al Bundestag, Gesine Lötsch. «Tutti quelli che sperano in un suo ritiro dalla politica si sbagliano di grosso», ha spiegato la parlamentare.