Geroldo

Vissuto nel secolo X, apparteneva al casato dei conti di Sax nel Vorarlberg (corrispondente all'odierna Austria occidentale). Sulla sua vita prima della svolta eremitica abbiamo poche notizie. Sappiamo solo che aveva due figli, Cuno e Ulrico, e che questi erano monaci nell’abbazia di Einsiedeln. Geroldo aveva una quarantina d’anni quando decise di ritirarsi dal mondo. Pare che abbia donato i suoi beni all’abbazia dove stavano i figli e che si sia dato all’eremitaggio nel folto di una foresta. Qui un conte di nome Ottone, che era suo amico, gli avrebbe concesso un pezzo di terra su cui risiedere. Il posto si chiamava Friesen ed era nella valle di Walsertal, sempre nel Vorarlberg. La città più vicina era Bludenz, a una decina di chilometri più a sud. Geroldo vi si costruì una specie di cella e qui morì verso il 978. Poiché sulla sua tomba cominciarono a verificarsi miracoli, l’abate di Einsiedeln ordinò che i due figli del santo si trasferissero a Friesen per assistere i pellegrini e assicurare la custodia della tomba stessa. Col tempo gli abati successivi si incaricarono di rendere agevole l'accesso alla tomba ripulendo e bonificando la foresta. Intorno alla sepoltura del santo e al posto della cella sorse una chiesa a lui intitolata. Verso il 1340 il luogo cominciò ad essere chiamato Sankt Gerold. Venne il tempo della rivoluzione protestante e delle guerre di religione. La chiesa fu distrutta dai luterani. Solo nel 1663 l’abate di Einsiedeln, Placido, poté farla ricostruire per conservarvi le reliquie del santo e dei suoi figli. Attorno vi è sorta la cittadina di Sankt Gerold.