Ghinolfi: «Fisco penalizzante Si faccia subito qualcosa»

Sono segnali contrastanti, quelli registrati dall'autonoleggio nella prima parte del 2013. Così come l'anno scorso si era chiuso all'insegna della tenuta in termini di giro d'affari e parco circolante, con le sole immatricolazioni in sofferenza (-15%), anche oggi crescono - seppure di poco - fatturato e flotta, mentre l'immatricolato subisce un nuovo stop, perdendo oltre il 17%. «Questa flessione - spiega Paolo Ghinolfi (foto), presidente di Aniasa, l'associazione di Confindustria che riunisce le società di noleggio - è dovuta al calo degli indici di fiducia, che ha indotto le aziende del settore e le imprese clienti a concordare prolungamenti dei contratti di noleggio a lungo termine, mentre nel breve si è puntato sul massimo efficientamento dei veicoli già disponibili in flotta. I dati positivi di fatturato e parco circolante, però, confermano la capacità del noleggio di garantire, anche nella crisi, una stabilità dei costi, fungendo da sostegno finanziario per le aziende con problemi di liquidità».
Il settore, insomma, ribadisce la propria vocazione anticongiunturale e una solidità che autorizza a guardare al futuro con ottimismo. A patto che si intervenga su alcune storture che nel nostro Paese penalizzano l'auto, in particolare quella aziendale. Prima tra tutte, la fiscalità. Senza soffermarsi sulle diverse manovre tributarie che nell'ultimo biennio hanno depresso il mercato, peraltro raggiungendo risultati opposti rispetto agli iniziali obiettivi di gettito, Ghinolfi sottolinea che «la deducibilità dei costi legati alle vetture aziendali è stata portata dal 40 al 20%, mentre in ambito Ue arriva al 100%. Inoltre, in Italia l'Iva è detraibile solo al 40%, rispetto al 100% dei principali Paesi del Continente.
Questo fa sì che le nostre aziende sostengano per la mobilità costi superiori ai concorrenti europei, che ne minano la competitività. Occorre, quindi, che il governo si muova: ho scritto al premier Letta e ai ministri interessati, ricordando che un intervento sulla leva fiscale ridarebbe fiato al mercato dell'auto, di cui il noleggio rappresenta oltre il 20% di immatricolato, garantendo anche maggiori entrate all'Erario». Altro tema caldo, il rapporto tra noleggio e Pubblica amministrazione: «I mancati pagamenti - conclude Ghinolfi - sono una minaccia seria per il settore, quantificabile in circa 40 milioni di scaduto. Se la situazione non cambierà, potremmo essere costretti ad abbandonare questo segmento di clientela».