Giordania, il Papa in visita alla moschea: "La fede è sfigurata se serve la violenza"

Il Pontefice in visita alla moschea al-Hussein di Amman. Sul Monte Nebo ha ricordato la tradizione del pellegrinaggio ai luoghi santi che "ricorda l’inseparabile vincolo che unisce la Chiesa
al popolo ebreo&quot;.<strong> <a href="/a.pic1?ID=349638">&quot;I cristiani restino in Terra Santa lavorando su cose concrete&quot;</a></strong>. <em><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery.pic1?ID=1147" target="_blank"><strong>A</strong><strong>scolta l'audio</strong></a></em>

Amman - Per Papa Benedetto è la seconda visita a una moschea nel tentativo di eliminare ogni asperità residua con il mondo musulmano dopo un suo discorso, nel 2006, in cui citando un imperatore bizantino aveva accostato Islam e violenza. Il Pontefice, che ha iniziato venerdì un viaggio in Terra santa, visiterà la moschea del re Hussein Bin Talal, in Giordania, e si rivolgerà ai leader musulmani, al corpo diplomatico e agli intellettuali giordani.

"Manipolazione ideologica della fede" Spesso è "la manipolazione ideologica della religione, talvolta per scopi politici, il catalizzatore reale delle tensioni e delle divisioni e non di rado anche delle violenze nella società". È la denuncia del papa, davanti ai capi religiosi musulmani, al Corpo diplomatico e ai rettori delle università giordane, all’esterno della moschea Al-Hussein di Amman. Non possiamo non essere preoccupati - ha rimarcato Benedetto XVI - per il fatto che oggi, con insistenza crescente, alcuni ritengono che la religione fallisca nella sua pretesa di essere, per sua natura, costruttrice di unità e di armonia, un’espressione di comunione fra persone e con Dio. Di fatto, alcuni asseriscono che la religione è necessariamente una causa di divisione nel nostro mondo; e per tale ragione affermano che quanto minor attenzione vien data alla religione nella sfera pubblica, tanto meglio è". Ma, se "il contrasto di tensioni e divisioni fra seguaci di differenti tradizioni religiose, purtroppo, non può essere negato", il pontefice denuncia a questo punto le "la manipolazione ideologica della religione" magari a fini politici, che fa da"catalizzatore" di "tensioni, divisioni, violenze". In questo contesto il pontefice ritiene "degna di plauso" la "decisione dei leader religiosi e civili giordani, di far sì che il volto pubblico della religione rifletta la sua vera natura".

"Religione sfigurata se serve la violenza" "La religione viene sfigurata quando viene costretta a servire l’ignoranza e il pregiudizio, il disprezzo, la violenza e l’abuso", ha proseguito il Pontefice. "Qui - ha proseguito - non vediamo soltanto la perversione della religione, ma anche la corruzione della libertà umana, il restringersi e l’obnubilarsi della mente. Evidentemente, un simile risultato non è inevitabile. Senza dubbio, quando promuoviamo l’educazione proclamiamo la nostra fiducia nel dono della libertà. Il cuore umano può essere indurito da un ambiente ristretto, da interessi e da passioni. Ma ogni persona è anche chiamata alla saggezza e all’integrità, alla scelta basilare e più importante di tutte del bene sul male, della verità sulla disonestà, e può essere sostenuta in tale compito".

Il raccoglimento del Papa Nella Moschea Al Hussein Bin Talal di Amman, "il Papa non ha pregato, nel senso di fare una preghiera cristiana in un luogo di culto di un’altra religione, ma ha sostato in raccoglimento in segno di rispetto per il luogo e per la fede di tanti che vi si recano a pregare". Lo ha precisato ai giornalisti il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Vincolo col popolo ebreo "L’antica tradizione del pellegrinaggio ai luoghi santi ci ricorda l’inseparabile vincolo che unisce la Chiesa al popolo ebreo". Benedetto XVI ha voluto ribadirlo oggi sul Monte Nebo, cioè alle porte della Terra Santa, perchè da qui Mosè vide i territori che erano stati promessi da Dio ai suoi figli fuggiti dall’Egitto. Lo ha accolto padre Josè Rodriguez Carballo, superiore generale dei francescani ai quali sono affidati i Luoghi Santi fin da quando Francesco si recò dal Saladino. "Sin dagli inizi - ha ricordato Papa Ratzinger da parte sua - la Chiesa in queste terre ha commemorato nella propria liturgia le grandi figure dell’Antico Testamento, quale segno del suo profondo apprezzamento per l’unità dei due Testamenti".

L'impegno culturale di Rania Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio in una volta sola al progresso culturale della Giordania - che conta oggi una quarantina di Università - e all’impegno della bellissima regina Rania in questa direzione. "Il Regno di Giordania - sono state le parole del Papa - ha giustamente dato priorità all’obiettivo di espandere e migliorare l’educazione. So che in questa nobile missione Sua Maestà la Regina Rania è particolarmente attiva e la sua dedizione è motivo di ispirazione per molti". Occasione per queste lodi è stata la benedizione della prima pietra dell’Università Cattolica, nella città di Madaba, dove Papa Ratzinger si è fermato tornando ad Amman dal Monte Nebo.