Giornalisti, 76 uccisi nel 2009, il web nel mirino

Il rapporto di Reporters sans frontieres: sale il numero di professionisti uccisi (+26%) e rapiti (+13%). E per la prima volta aumentano del 155% i blogger arrestati

Settantasei giornalisti uccisi nel 2009, il 26% in più rispetto al 2008; 33 rapiti (+13%); 573 arrestati (-14%); 1.456 aggrediti o minacciati (+56%); 570 media censurati (+61%); 157 giornalisti fuggiti dal loro Paese; un blogger morto in prigione, 151 blogger o cyber-dissidenti arrestati (+155%) e 61 blogger aggrediti (+35%); 60 Paesi colpiti dalla censura di internet (+62%). È il bilancio annuale di Reporters sans frontieres sulla libertà di stampa nel 2009. L'anno - sottolinea l'associazione - è stato caratterizzato da due eventi drammatici, «il più grande massacro di giornalisti commesso in una sola giornata, ovvero l'uccisione di 30 professionisti perpetrata da una milizia privata di un governatore a sud delle Filippine, e l'ondata di arresti e condanne senza precedenti di giornalisti e blogger in Iran», dopo la rielezione del presidente Ahmadinejad.
Le guerre e i periodi elettorali hanno rappresentato le principali minacce per i giornalisti nel 2009. Inoltre «i blogger e i siti internet sono presi di mira sempre di più dalla censura e dalla repressione», rileva Rsf che, per la prima volta dall'apparizione di internet, ha registrato 151 casi di blogger, cyber-dissidenti e utenti del web imprigionati per aver espresso sulla rete le proprie opinioni. Per la prima volta è inserito anche il numero dei reporter costretti all'esilio perché vittime di intimidazioni o minacce di morte: sono 157. Quasi tutti sono morti nel loro Paese: la maggior parte in Asia-Pacifico (44). Sono aumentati i rapimenti e altre forme di violenza come aggressioni e minacce (929 casi del 2008, 1.425 del 2009): è soprattutto nel continente americano che i giornalisti sono più esposti (491 casi). È cresciuto anche il numero dei media censurati, con più di 560 casi. È leggermente diminuito, invece, quello dei giornalisti arrestati (673 nel 2008, 542 nel 2009), grazie alla relativa riduzione delle limitazioni alla libertà in Asia.
Il caso più terribile è stato quello dei 30 giornalisti assassinati sull'isola di Mindanao, impegnati in un servizio su un candidato, oppositore di un leader locale, che si voleva presentare alle regionali del 2010. In generale, i problemi maggiori sorgono all'annuncio dei risultati elettorali. Per la prima volta risultano almeno 151 casi di blogger e cyber-dissidenti imprigionati, soprattutto in Iran, Cina, Tunisia, Thailandia, Arabia Saudita, Vietnam e Uzbekistan. Ad oggi sono 168 i giornalisti in prigione nel mondo, il numero più elevato dal 1990. Mentre sono circa 157 i reporter costretti a scegliere l'esilio, spesso in condizioni molto difficili. L'esodo dei giornalisti e dei blogger iraniani (più di una cinquantina) o dei loro colleghi dello Sri Lanka (non meno di 29 casi) è stato massiccio. Per non parlare di Africa, Guinea, Afghanistan, Pakistan, Messico, Colombia ed Etiopia.