Giovanni di Matha

Nacque nella prima metà del XII secolo a Faucon, in Provenza. Poiché era nobile fu educato negli studi grammatici ma anche nelle discipline militari. Tuttavia, egli scoprì che quel genere di vita non gli si confaceva, sentendosi portato alla contemplazione. Così, dopo gli studi andò a fare l’eremita; ma in tal genere di vita durò poco per via delle visite continue che, dato il suo rango, lo assillavano. Si iscrisse allora alla facoltà teologica di Parigi e ne uscì dottore e sacerdote. In quel tempo si stava svolgendo la seconda crociata ed egli, nel dire la sua prima messa, ebbe l’ispirazione soprannaturale di dedicarsi agli schiavi cristiani in mano islamica. All’università aveva stretto amicizia con Felice di Valois, che coinvolse nel progetto. I due si recarono a Roma, dove impressionarono favorevolmente il papa Innocenzo III; questi approvò la loro regola e nel 1198 assegnò al nuovo ordine della Santissima Trinità (c.d. trinitari) il caratteristico abito bianco con la croce rossa e blu sul petto. Felice rimase in Italia e Giovanni tornò a Parigi, dove il re Filippo Augusto gli donò l’ex monastero di San Maturino (così che in Francia i trinitari vennero chiamati «maturini»). Grazie alle donazioni che cominciarono ad arrivare copiose da ogni dove, i trinitari riuscirono a riscattare centinaia di schiavi in Marocco, in Tunisia e nella Spagna moresca. Giovanni stesso si imbarcò per l’Africa ma i nemici, che ovviamente non gli mancavano, sabotarono la nave su cui rientrava e solo per miracolo riuscì a raggiungere la Sicilia. Il santo fondatore morì a Roma nel 1213.