Da giovedì su Canale 5 la seconda parte della serie che nella prima ha sfiorato il 30 per cento di share. I produttori: «Puntiamo su teenager e intellettuali» Torna Elisa per difendere la sua Rivombrosa

Cinzia Th Torrini dirige solo 6 dei nuovi 13 episodi

Paolo Scotti

da Roma

Romantici inguaribili, innamorati sospirosi, appassionati d’intrighi e colpi di scena, di galoppate selvagge e duelli mozzafiato: attenti. Sta per tornare Elisa di Rivombrosa. Ovvero il più romantico, sospiroso, appassionato feuilleton della scorsa stagione: un caso in costume che ha avvinto a peripezie d’epoca fino a quasi 9 milioni di spettatori, con uno share medio del 29,90 per cento. Torna, da dopodomani su Canale 5, ad annodare intrighi e avviluppare destini. Sia pure con un’avvertenza dolorosa. E qualche (imprevisto) malumore.
L’avvertenza: come tutti già sanno, in Elisa di Rivombrosa parte seconda mancherà proprio Alessandro Preziosi, idolo di fan e copertine, che per una tournée estiva del Re Lear e il musical Datemi tre caravelle (ma, si dice, anche per sfruttare il successo senza rimanerne prigioniero) indossa spada e parrucca del bel Fabrizio solo per le prime due puntate; giusto il tempo di morire in duello e lasciare Elisa libera di consolarsi. Il malumore: quello dello stesso Preziosi, che lamenta l’improntitudine di Mediaset nel far trapelare tutti i nuovi colpi di scena, e quello (taciuto ma palpabile) della regista Cinzia Th Torrini, che dopo aver portato al trionfo la prima serie, della seconda ha diretto solo la metà delle puntate. «Non ho rimpianti per aver lasciato Elisa - commenta Preziosi -. Se non quello di vederla privata di tutta la sua magia, a causa dell’avidità mediatica di chi ha permesso che i punti forti della trama - il matrimonio, la nascita di una figlia, la mia morte - fossero rivelati, confermati, paparazzati. Il fatto che Mediaset abbia permesso tutto questo, riduce l’appeal del prodotto». Non sappiamo quanto sull’appeal influirà la mano di Stefano Alleva, regista dal settimo al tredicesimo episodio. Di sicuro la cosa non sembra gradita alla Torrini, che firma solo i prime sei: «Non è dipeso da me - commenta lei, a denti stretti -. Diciamo che avevamo poco tempo per le riprese, si trattava di ottimizzare i tempi». Un fatto è certo: se il successo dovesse fare il bis, lei per un’Elisa parte terza non ci sarà. «A questo personaggio ho dato tanto. Anzi tutto. Ora mi aspettano tante altre storie da raccontare».
Felici senza riserve, invece, Vittoria Puccini e Antonio Cupo: ovvero Elisa, ora vedova e minacciata di perdere la tenuta di Rivombrosa, e Christian Grey, tenebroso capitano della marina britannica presto giunto al soccorso. «Prima di accettare il seguito ho avuto qualche perplessità anch’io - confida lei (che per Mediaset girerà anche Giro di vite, da Henry James) -. Poi ho capito che un successo simile, di quelli che si costruiscono in anni mentre io l’ho avuto tutto agli inizi, quasi mi obbligava a dimostrare che me l’ero meritato». «Non conoscevo Elisa né il suo trionfo - rivela Antonio Cupo, 27 anni, nato in Cina da genitori italiani ma sempre vissuto in Canada -. Ho preso la cosa come una fortuna: sostituire un protagonista popolare mi ha stimolato, non impaurito. Io vivo nello spettacolo dall’età di sei anni: questa è per me solo una nuova sfida». Ma come si è giunti alla sua scelta? «Quando è trapelata la notizia che Fabrizio sarebbe morto, e quindi sostituito, ho ricevuto valanghe di lettere indignate, venivo fermata per strada e quasi insultata - racconta la Torrini -. Così non ne ho cercato il clone ma, al contrario, ho puntato su un attore completamente diverso. Nell’indole, nell’aspetto, perfino nei colori». La nuova storia, scritta da Piero Bodrato, conferma l’imprinting romantico: «Elisa combatterà per tenersi Rivombrosa come Rossella combatteva per Tara in Via col vento». Quanto allo strepitoso seguito ottenuto, «inaspettata è stata la composizione trasversale del nostro pubblico. Mediaset chiedeva che ci guardassero le ragazzine e gli intellettuali. Le prime le abbiamo conquistate subito. E i secondi hanno ammesso: “Io non guardo mai la tv, però...”».