In giro per la città cercando Lalla Romano

Un’artista a tutto tondo che spazia dalla narrativa, alla traduzione fino alla pittura. Un personaggio apprezzato da Montale e da Calvino. Da Pavese e Pasolini. Lalla Romano, a cento anni dalla nascita, viene ricordata nella capitale attraverso l’iniziativa «Lalla Romano, un secolo» che da domani e fino al 31 marzo propone una singolare mostra antologica, allestita in sei diverse sedi, così da celebrare la scrittrice piemontese. Si tratta di un’esposizione «diffusa», come l’ha definita il curatore, Antonio Rea, all’interno della quale manoscritti, documenti, dipinti, disegni e fotografie dell’autrice di Le parole tra noi leggere, libro con il quale ha vinto nel ’69 lo Strega, animano le diverse location ripercorrendo un ideale viaggio nel secolo scorso. La mostra è nello stesso tempo biografica e tematica: le prime fasi della vita di Lalla Romano sono raccontate in «Una giovinezza inventata. L’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza, e il periodo universitario 1906-1928», allestita nella Biblioteca nazionale centrale dove si possono ammirare le foto di Lalla bambina scattate dal padre Roberto, le prime opere da scrittrice e anche la sua tesi di laurea. Gli anni torinesi sono ricordati nella seconda location: la sede della Regione Piemonte in via Quattro Fontane. Così «La mia aria. Lalla Romano e il Piemonte. 1928-1946» propone, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, i manoscritti e i documenti di quel periodo e in più i dipinti e i disegni presentati nella prima mostra personale che la Romano ha fatto a Torino nel 1937. È incentrata sull’attività pittorica della scrittrice la sezione allestita al San Michele a Ripa. Settanta opere tra dipinti e disegni selezionati da Muarizio Calvesi. L’aspetto letterario, invece, è sottolineato alla biblioteca Casanatense dove trovano spazio manoscritti, documenti, varie stesure di libri, le lettere con alcuni scrittori amici come Montale, Vittorini e Calvino.