Giro, tappa a Siutsou E Di Luca resta in rosa Horrillo in una scarpata

A tagliare per primo il traguardo a Bergamo è il bielorusso Kanstantin
Siutsou. Di Luca, terzo, conserva la maglia rosa. Paura per lo spagnolo Horrillo, caduto in una scarpata: è ricoverato in gravi condizioni 

Bergamo - Il bielorusso Kanstantin Siutsou (27 anni) del team Columbia-High Road ha vinto per distacco l’ottava tappa del Giro d’Italia, 209 chilometri di media montagna da Morbegno (Sondrio) a Bergamo. Siutsou, alla prima vittoria nel Giro d’Italia in carriera, ha preceduto sul traguardo di Bergamo il norvegese Edvald Boasson Hagen, suo compagno di squadra e vittorioso ieri a Chiavenna, quindi la maglia rosa Danilo Di Luca (3°) e l’australiano Michael Rogers (4°). Il Team Columbia oggi ha fatto il pieno, piazzando tre corridori nei primi quattro posti.

Di Luca e gli altri Il gruppo della maglia rosa è arrivato con 21 secondi di ritardo, regolato allo sprint dal norvegese Edvald Boasson Hagen, anch’egli del team Columbia e vincitore della tappa di ieri. Danilo Di Luca, terzo al traguardo di Bergamo, conserva la maglia rosa e guadagna 8'' sugli altri uomini di classifica grazie all’abbuono. L’abruzzese ha preceduto allo sprint l’australiano Michael Rogers, un altro uomo del team Columbia. 

Un Giro sempre più internazionale Un altro talento del Team Columbia domina sulle strade del Giro d’Italia del Centenario. Siutsou si allinea alle prodezze di Mark Cavendish e Edvald Boasson Hagen, dimostrando così tutta la internazionalità di questa corsa rosa che vede vestire la maglia del leader ancora da Danilo Di Luca. Il bielorusso che fu iridato tra i dilettanti nel 2004 e l’anno scorso si aggiudicò negli States il Giro della Georgia ha fatto il vuoto ai -13 dal traguardo di Bergamo Alta, partendo come un treno dopo la discesa del Colle Gallo e resistendo al ritorno del gruppo dei migliori anche sul pavè dello strappo che portava all’arrivo. Una fuga andata in porto anche per la mancata reazione dei team di grido, Liquigas su tutti: Ivan Basso continua a correre riparato, mandando sempre in avanscoperta Franco Pellizotti quando qualcuno provava a mettere il naso fuori dal plotone. E così, dopo una fuga a dieci andata via per 130 chilometri con Cataldo e Visconti sugli scudi, era la salita del Colle Gallo ad accendere le polveri: Cunego mette davanti Tiralongo e ispira l’azione che vede avvantaggiarsi anche Rogers, Horner, Garzelli, Leipheimer e Pellizotti. Un bel lotto di pretendenti che però non trova l’accordo giusto, dando così il tempo a Siutsou di trovare il pertugio giusto per la stoccata da finisseur. Sulla Boccola il bielorusso che vive nel Bergamasco mantiene il margine necessario per trionfare a braccia alzate.

Paura per Horrillo: cade in una scarpata È ricoverato in condizioni critiche presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo il ciclista spagnolo Pedro Horrillo Munoz, scivolato in una scarpata per circa 70 metri oggi nel corso dell’ottava tappa del Giro d’Italia. Horrillo Munoz, che corre per il team Rabobank, è stato trasportato in ospedale da un elicottero della centrale operativa del 117 di Bergamo, che ha recuperato l’atleta in località Culmine San Pietro. Le condizioni del corridore, che non sarebbe in pericolo di vita, sono giudicate critiche ma stabili. Horrillo Munoz è stato intubato sul posto dagli operatori del 118, che lo hanno trovato cosciente individuando immediatamente un trauma cranico, un trauma toracico e varie fratture, di cui una esposta al femore.