Giuseppe Studita

Nacque a Costantinopoli verso il 760. La madre era sorella di s. Platone, abate di Symboles sul Monte Olimpo e grande personalità del tempo. Sull'esempio dell'illustre zio, Giuseppe, i suoi tre fratelli e suo padre fondarono un monastero in Bitinia, su una loro proprietà a Saccoudion, e vi presero l'abito. Lo stesso fecero la madre e l'altra figlia, che presero il velo in un monastero femminile a Costantinopoli. Ma Platone era in contrasto con l'imperatore Costantino VI per via del concubinato adultero di quest'ultimo, e finì che l'imperatore se la prese con tutta la famiglia facendo chiudere Saccoudion. Nel 797 gli invasori arabi completarono l'opera distruggendo il monastero e a Giuseppe e ai suoi non restò che portarsi nella capitale, nel monastero detto Studion (da qui l'appellativo Studita) perché fondato tre secoli prima dal console Studius (poi divenne celebre e importante sotto la direzione del fratello di Giuseppe, s. Teodoro). Giuseppe nell'806 fu fatto vescovo di Tessalonica. Tre anni dopo fu nominato il nuovo patriarca, Niceforo, che non era neanche prete. Giuseppe e Teodoro non vollero riconoscerlo e finirono in esilio sul Mar di Marmara. Giuseppe perse anche l'episcopato. Nell'811 poterono ritornare ma durò poco. Infatti, nell'815 vennero coinvolti nella polemica iconoclasta e, essendo sostenitori del culto delle immagini, furono ancora una volta esiliati. Giuseppe Studita scrisse molte opere, tra cui inni, sermoni e trattati contro l'iconoclastia. Morì nell'832. Circa dodici anni dopo, il suo corpo venne tumulato insieme a quello dello zio, s. Platone. www.rinocammilleri.it