Giuseppina Nicòli

Nacque nel 1863 a Casatisma, in provincia di Pavia. Era quinta di dieci figli e suo padre era pretore. Sia per l’atmosfera molto devota che si respirava in casa, sia per una sua particolare inclinazione, Giuseppina poté fare la prima comunione quando non aveva ancora sette anni, cosa da considerarsi eccezionale all’epoca. Studiò dalle suore agostiniane di Voghera, poi passò a Pavia per gli studi magistrali, dove conseguì il diploma prima del tempo e col massimo dei voti. Insomma, sembrava predisposta a un matrimonio vantaggiosissimo ma nel 1883 lasciò ogni cosa per entrare nel noviziato delle vincenziane Figlie della Carità (che a quel tempo portavano ancora la caratteristica cuffia bianca ad ala di gabbiano) a Torino. I voti andò a pronunciarli nella casa madre di Parigi. Fu subito assegnata alla Sardegna, prima a Cagliari e poi a Sassari, dove venne posta alla direzione di un orfanotrofio. Nel 1910 fu richiamata a Torino e incaricata dell'economato della provincia religiosa. Due anni dopo le fu affidata la cura del noviziato. Ma la sua salute cominciò a perdere colpi, perciò venne deciso di rimandarla al sole della Sardegna, per la precisione a Cagliari. Qui si occupò degli studenti e dei poveri, tramite le Dame della Carità di San Vincenzo e le cosiddette Damine. Ma soprattutto si diede a raccogliere dalla strada tutti i monelli che le riusciva e che lei chiamava i suoi «marianelli»: dava loro da mangiare, un tetto a chi non l’aveva, un’istruzione. Suor Giuseppina Nicòli rimase a Cagliari vent’anni e là morì, rimpianta da tutti, nel 1934. Ci vediamo nel 2008.