Glendon insegna i veri valori della democrazia

<em>Tradizioni in subbuglio</em> raccoglie una serie di saggi scritti da Mary Ann Glendon nel corso della sua quarantennale attività. Temi principali del libro sono la
democrazia e i diritti umani

Ecco un libro davvero bellissimo: Tradizioni in subbuglio di Mary Ann Glendon (Rubbettino, pagg. 240, euro 16). La Glendon è dallo scorso febbraio ambasciatore Usa presso al Santa sede, ma è anche uno dei maggiori costituzionalisti del mondo. I curatori - Paolo G. Carozza e Marta Cartabia - introducono il libro con parole che raramente s'incontrano in chi svolge il loro ruolo, e ci fanno comprendere che la sua lettura sarà molto utile anche per chi non si occupa di Diritto costituzionale.

Temi principali del libro, che raccoglie una serie di saggi scritti dalla Glendon nel corso della sua quarantennale attività, sono la democrazia e i diritti umani. Sono saggi splendidi, dove la Glendon fa mostra, fra l'altro, anche di una notevole virtù di scrittrice. Tuttavia, se l'opera della grande studiosa americana non è ancora nota in Italia, la ragione è chiara: la Glendon, sulla scorta di Tocqueville da un lato e della Dottrina sociale della Chiesa dall'altro, dice a proposito di democrazia e diritti umani quello che in troppi, da noi come in America, non vorrebbero sentire dire.

Che, ad esempio, il principio democratico diventa il peggior nemico della democrazia se questa non viene alimentata da valori che vengono prima della democrazia, e che ne rappresentano la sostanza. Il valore dell'educazione della persona, il valore della famiglia e, non da ultimo, il valore di tutti i corpi sociali capaci di sostenere quel lavoro fondamentale che è la salvaguardia della libertà e della dignità della persona.

La democrazia vive dell'originalità della persona, ma non è in grado di garantirla, anzi: tende a cancellarla, deteriorando la stessa base antropologica su cui dovrebbe svilupparsi. Il laicismo di matrice socialista e scientista rappresenta uno di questi tentativi di liberarsi di un'origine scomoda.

Di qui il valore della sussidiarietà, ossia il richiamo alla natura estrinseca di tutti gli ordinamenti politici e civili: perché non è dentro questi ordinamenti che troveremo mai la definizione dell'uomo, dei suoi diritti e della sua dignità.

Parole nate in America, ma capaci di definire alla perfezione i termini della grande battaglia culturale (spesso mascherata dietro sorrisi e scartoffie) che investe l'Europa oggi.