Godeleva

Nacque forse verso il 1050 dalle parti di Boulogne. I suoi erano nobili e, quando ella ebbe diciotto anni, la maritarono a un signorotto fiammingo, Bertulfo di Ghistelles. Questi si stufò ben presto della sposina e, col pretesto che le nozze non erano state consumate, sbattè la porta e se ne andò, lasciando Godeleva in balìa della suocera. Ora, è noto che, da che mondo è mondo, sono rarissime le persone così fortunate da poter vantare un rapporto di simpatia con la suocera. Finì che anche Godeleva sbattè la porta e tornò da mammà. Ma suo padre se la legò al dito e attivò il vescovo, il quale, conoscendo la fama di Bertulfo, con sommo piacere minacciò quest’ultimo di scomunica per abbandono del tetto coniugale. Bertulfo non era in condizione di potersi permettere un fulmine di quel genere e abbozzò. Tornò a casa e riprese la sposa con sé, ripromettendosi di trovare una diversa soluzione. La soluzione la trovò, sì, ma molto spiccia e tipica di quei tempi “di ferro”: fece strangolare la moglie da due sicari che ne buttarono il corpo in un pozzo fuori dal castello di Ghistelles. Poi, calmatesi le acque, si risposò con un più gradito partito, dal quale ebbe una figlia. Solo che questa nacque cieca. La bimba, un giorno, bevve da quel pozzo famoso e riacquistò la vista. Da quel momento cominciò un pellegrinaggio sempre crescente e i miracoli si moltiplicarono (soprattutto quelli per i mali della gola). La verità su quell’oscuro delitto la conoscevano tutti, anche se non si avevano le prove. Il mandante, schivato da tutti e sconvolto dal rimorso, terminò i suoi giorni in un monastero. www.rinocammilleri.it