Un gol di Recoba regala all’Inter derby e trofeo Tim

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da Milano

«Tira!», grida a un certo punto un tifoso fra i 25.000 affamati di calcio che spendono la vigilia di Ferragosto al Meazza. C'è il Trofeo Tim, Inter-Milan-Juve in tre match da 45', antipasto di un campionato che scatta fra 11 giorni ma è un antipasto da dieta estiva, pochi sapori, quasi nulla di piccante. E finisce che qualcuno, dagli spalti, chieda un'emozione in più.
Vince l'Inter, cioè la squadra che effettua più cambi, ma soprattutto che produce di meno in attacco. Sia contro la Juve, battuta ai rigori 5-4, sia contro il Milan, steso 1-0 con una delizia di Recoba, l'uomo con la valigia, condannato adesso a sentirsi dire che è calciatore da perle negli All Star Game estivi. Il Milan appare più pratico che brillante contro la Juve e non sfrutta le occasioni create contro l'Inter, la Juve manda buoni segnali fino alla linea offensiva, dove il pallone si perde e il gol non arriva.
Milano d'agosto è una fila di case con gli occhi chiusi e risponde pigramente al Tim: poco pubblico, fischi di ordinanza ai rivali ma gli spot sul grande schermo rimbombano come in un cinema all'aperto. Si comincia con Inter-Juve. I campioni d'Italia lasciano a riposo tante star, da Julio Cesar alla coppia Materazzi-Chivu, cinque centrocampisti fra cui Figo, Stankovic e Vieira e l'artiglieria Ibrahimovic-Suazo. Domenica c'è la Supercoppa Italiana con la Roma, le energie vanno dosate. E comunque compaiono alcuni reduci dalla Coppa America, Burdisso e Cordoba, Javier Zanetti e Cambiasso, in una squadra che affida a Jimenez il compito di ispirare Adriano e Cruz. Sembra una selezione sudamericana più che l'undici con lo scudetto.
Ranieri perde Tiago, indisposto, sceglie allora Cristiano Zanetti a centrocampo e in difesa, a destra, Zebina. Il partner di Del Piero è Iaquinta. Chiellini è fra i più attenti di una Juve che rompe il lento possesso palla nerazzurro e dopo 4' è già vicina allo 0-1 con Iaquinta, smarcato da Nedved ma impreciso nel concludere. Così schierata la Juve mostra meccanismi più collaudati, è più brillante: l'Inter ha solo possesso palla, davanti cerca Adriano che è fermo e non incide. Cordoba si vede annullare l'1-0 di testa per fuorigioco ma le occasioni sono più numerose dall'altra parte, un tiro dell'«ex» Zanetti (12'), una punizione debole di Del Piero (16'). Poco, comunque: il passaggio vincente, il tocco decisivo nei pressi della porta, non c'è mai o è fuori misura. Almiron è discreto in regia, Del Piero si fa applaudire anche dai tifosi avversari ma Iaquinta non trova la zampata vincente e Salihamidzic, sulla destra, manca di precisione. Ai rigori sbaglia solo Criscito.
Ma la Juve c'è e lo conferma contro il Milan. Ranieri inserisce Grygera a destra e Molinaro a sinistra, Nocerino a centrocampo, Palladino in coppia con Trezeguet davanti. La Signora graffia, recupera palloni, trova i 30' migliori di Nedved che sfiora la rete di testa dopo 12'. Ma i palloni persi al momento di chiudere l'azione rendono inutile tanto lavoro. Ne approfitta un Milan che lascia fare ma sa essere pratico. Al 25' Gilardino, vertice dello schema con Kakà e Seedorf alle spalle e Brocchi-Gattuso-Ambrosini a centrocampo, trasforma nel vantaggio un pallone di Gattuso, che taglia in verticale la difesa bianconera.
Si decide così tutto nel primo derby stagionale, in cui Mancini affianca Crespo a Cruz e offre minuti a Maicon e Rivas mentre Ancelotti lancia Inzaghi (in ritardo), schiera Aubameyang largo a destra, aumenta la qualità con Pirlo e Gourcuff, che offre qualche buona giocata. Ma in campo si assiste a sessioni di torello interrotte più spesso da tentativi milanisti, una girata di testa di Inzaghi su assist di Cafu parata da Orlandoni al 6', un destro di Gourcuff sul palo al 20', una punizione di Pirlo alla mezz'ora. Decide Recoba e poi tutti a sperare nel gol di uno dei promettenti ragazzini dell'Inter, come Balotelli. Bello, ma è proprio Ferragosto.