Golden Globe, sfida Italia-Spagna con Tornatore e Almodóvar

Los AngelesTerremoti, incendi, frane e smog. Queste sono, secondo i maligni, le stagioni di Los Angeles. Ma in realtà nella città del sole perenne le stagioni sono scandite dal calendario hollywoodiano: l’inverno dei film seri che aspirano agli Oscar, la primavera con le pellicole di cui gli studios si vergognano un po’, l’estate coi blockbuster d’azione e sequel, e l’autunno dei film di paura. E ieri, con l’annuncio delle nomination per i Golden Globes, attribuiti dalla Hollywood Foreign Press Association, è iniziata la Award Season, la stagione dei premi, che ha il suo culmine tra il 17 gennaio, data dei Golden Globes, e il 7 marzo, cioè il gran finale degli Oscar.
Nelle prossime settimane vedremo quindi molto Meryl Streep, nominata due volte come migliore attrice in una commedia o musical per It's Complicated e Julie & Julia, assieme a Julia Roberts per Duplicity, Marion Cotillard per Nine e Sandra Bullock per The Proposal. La Bullock è anche candidata nella categoria migliore attrice drammatica per The Blind Side, con Emily Blunt per The Young Victoria, Helen Mirren per The Last Station, e le rivelazioni dell’anno Carey Mulligan per An Education e Gabourey Sidibe per Precious.
Il migliore attore drammatico sarà scelto tra Jeff Bridges (Crazy Heart), George Clooney (Up in the Air), Colin Firth (già vincitore della coppa Volpi a Venezia, per A Single man), Morgan Freeman (Invictus) e Tobey Maguire (Brothers). Nella categoria commedia o musical i contendenti sono Matt Damon (The Informant), Daniel Day Lewis (Nine), Robert Downey Jr. (Sherlock Holmes), Joseph Gordon Lewitt (500 Days of Summer) e Michael Stuhlbarg (A Serious Man).
Si contendono il titolo di miglior film drammatico Avatar di James Cameron, The Hurt Locker, diretto dalla sua ex moglie Kathryn Bigelow, Inglorious Basterds di Quentin Tarantino, Precious: Based on the Novel Push by Sapphire di Lee Daniels, e Up in The Air di Jason Reitman. Il miglior film leggero verrà scelto tra 500 Days of Summer di Marc Webb, The Hangover di Todd Phillips, It's Complicated di Nancy Myers, Julie & Julia di Nora Ephron, e Nine di Rob Marshall.
Baarìa di Giuseppe Tornatore si è assicurato un posto nella cinquina dei miglior film stranieri, con Gli abbracci spezzati di Pedro Almodóvar, La Nana del cileno Sebastian Silva, Un profeta del francese Jacques Audiard, gran premio della giuria a Cannes, e il tedesco Il nastro bianco di Michael Hanecke, Palma d’oro a Cannes. Il regista premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso commenta: «Comunque vada, il riconoscimento mi rende felice». E i vertici di Medusa, con Carlo Rossella e Giampaolo Letta si dicono orgogliosi.