Google tenta  il colpo grossoe lancia l'alternativa a iTunes

Google lancia il suo Google Music e tenta di ricavarsi uno spazio nella vendita di musica online. Complici gli accordi con le major, impensieriranno Amazon e Apple?

Firmati gli accordi con 3 delle major, Universal, Emi e Sony Music, ora Google è pronta a lanciare il suo nuovo servizio. Il colosso statunitense, protagonista nell'ultimo periodo di una serie di restyling grafici dei suoi servizi e del lancio di Google+, social network che in termini di privacy promette di fare meglio di Facebook, spesso criticato proprio per questo motivo, prova ora a prendersi una fetta di un altro settore dell'online, quello legato alla musica, tradizionalmente legato a iTunes.

Il nuovo servizio si chiamerà Google Music e sarà, parola di Robert Wells, presidente delle attività digitali di Universal Music, qualcosa di "rivoluzionario", che proporrà un'esperienza del tutto nuova e la possibilità per gli utenti di comprare e immagazzinare musica online per poi riprodurla attraverso qualsiasi dispositivo che monti un sistema Android. Google Music permetterà a chi acquista musica di scambiare canzoni con le cerchie di Google+, aggiungendo al social network un ulteriore motivo d'interesse, dopo l'integrazione di YouTube.

"Google Music consentirà di scoprire, comprare e condividere musica in forme nuove, innovative e personalizzate", ha assicurato Jamie Rosenberg, direttore dei contenuti digitali di Google per Android. Il servizio sarà disponibile anche per gli strumenti che utilizzano Apple e permetterà di immagazzinare online fino a 20mila canzoni gratuitamente.

Google Music, grazie agli accordi con le principali major, metterà in vendita anche un catologo di 13 milioni di canzoni, con prezzi compatibili con quelli di iTunes. Almeno per ora non ha aderito all'iniziativa Warner Music Group, preoccupata dei rischi relativi alla pirateria, mentre le altre 3 grandi hanno fatto arrivare il loro sì. L'assenza dal catalogo degli artisti Warner però, tra cui compaiono molto nomi storici, secondo gli analisti minaccia di pregiudicare il successo dell'iniziativa. Per ora il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti, ma non è detto che possa arrivare anche da noi in tempi relativamente brevi.