Gorillaz, la band di cartoon che si esibisce nascondendosi

Oggi il modo migliore per farsi notare è spersonalizzarsi, sfumare i contorni, nascondersi insomma dietro qualcosa. I Gorillaz sono la prima band di cartoon della storia. Intendiamoci: loro sono reali e, tra l’altro, il leader è pure un tizio ben conosciuto, ossia Damon Albarn degli inglesi Blur. Ma dei Gorillaz non ci sono foto ufficiali, dichiarazioni, conferenze stampa, concerti o paparazzate sparse. Zero. Per noi esistono solo perché si ascolta la musica (due ciddì, l’ultimo è Demon Days) e si guardano i video, nei quali i musicisti compaiono coi lineamenti irriconoscibili. E anche l’ultimo Feel Good Inc dimostra questa «visibilità dell’invisibilità»: gira da settimane in tivù con un effetto volano che porterà questa canzone ad essere uno degli slogan dell’estate. E anche il suo videocopione è oscuro. Un’isola che vola in cielo con un mulino a vento e raggiunge una torre molto alta, la torre Feel Good, che per il gruppo è «come gli ultimi giorni di Pompei, cioè la festa che ti sfugge di mano». La band di cartoon suona placida e l’unica apparizione in carne e ossa è degli ospiti De La Soul perché, come dicevano i bluesman del Mississippi, «è la musica a parlare, il resto ciascuno lo capisca come vuole». E se vuole.

GORILLAZ Feel good Inc (Emi)