Un grande museo sotto i nostri piedi

Esposti alcuni dei preziosi reperti venuti fuori durante i lavori dell’Enel, della Metro sia al centro che in periferia

Nica Fiori

Fino al 9 aprile 2007 più di mille reperti, trovati casualmente o in campagne di scavo, sono esposti nelle Olearie Papali (piazza della Repubblica, 12) nella mostra «Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici 1980/2006». Frutto di un lungo lavoro portato avanti dalla Soprintendenza archeologica di Roma, la mostra fa conoscere la realtà del sottosuolo romano e del suo suburbio, avvalorando l’idea che sotto la città è ancora sepolto il più grande museo archeologico del mondo. Giorno dopo giorno vengono restituiti frammenti di un passato affascinante che, salvo poche eccezioni, vengono conservati nei magazzini, in attesa di una eventuale sistemazione museale e di uno studio accurato. Questi oggetti vengono esposti ora per la prima volta, secondo un criterio topografico, ma con in più qualche vetrina tematica, come quelle degli oggetti per il trucco, dei gioielli o delle monete. L’originale allestimento vuole ricordare le collezioni dell’Ottocento, con l’intento di restituire la magia della scoperta, l’accidentalità del ritrovamento, come per esempio quello recentissimo, e quindi non inserito nel catalogo (Ed. Electa), di un bellissimo mosaico colorato raffigurante Dioniso. È stato rinvenuto nella località Santa Palomba, sull’Ardeatina, dagli operai dell’Enel, mentre veniva cambiato un cavo elettrico sotto un lampione. Anche nei giardini di piazza Vittorio, dove un tempo erano gli Orti Lamiani, durante uno scavo effettuato per realizzare il sistema di areazione della metropolitana, è stata appena trovata una gemma con incisa una sfinge col volto di Cleopatra. Una bella sorpresa, che fa ora bella mostra di sé tra le molteplici gemme colorate, le collane di pasta vitrea, i resti d’oro di reticelle per i capelli e altre gioie di squisita fattura. Un’altra scoperta casuale, fatta a Lunghezzina, è quella del bel sarcofago degli sposi, purtroppo rovinato in superficie da una terra acida.
Tra i reperti ritrovati nel centro storico figurano quelli recuperati negli scavi della Meta Sudans, la fontana di forma conica che sorgeva nei pressi del Colosseo, e del Palatino, da cui proviene una tigre in alabastro rossastro con striature di bigio morato. Un grande mascherone marmoreo è stato rinvenuto in via delle Zoccolette e un resto di rivestimento in opus sectile (marmi colorati) a Villa Medici. Una serie di statue marmoree, raffiguranti varie divinità, abbellivano invece una ricca domus tra via in Arcione e via dei Maroniti. Ma è la periferia a fornire i materiali più numerosi. Diverse necropoli, tra cui anche una dell’età del rame a Ponte delle Sette Miglia, hanno restituito interessanti corredi funerari. Da una tomba di Tor Cervara proviene una bambolina di avorio, appartenuta a una bambina di 7 anni, dalla necropoli Collatina una lamina d’oro con segni magici. Anche la fonte di Anna Perenna, sotto la collina dei Parioli, ha restituito una serie di oggetti magici, tra cui alcune maledizioni e diverse scatoline contenenti statuine di cera, che ci hanno fatto conoscere la realtà di certi riti assimilabili a quelli voodoo.
Orario: 9-19.45. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il primo gennaio. Per informazioni e prenotazioni tel. 06-39967700.