Le grandi balene come Bublè: voce bassa per cercare di essere più sexy

L'ipotesi è di un team di ricercatori statunitensi, che ha osservato dagli anni Sessanta a oggi uno spostamento nelle frequenze del canto di questi cetacei, famosi per essere gli animali più grandi del pianeta

Ora che i pericoli di estinzione sembrano temporaneamente passati, le balenottere azzurre stanno studiando canzoni più adatte ad attrarre le femmine, scegliendo toni bassi alla Michael Bublè, alla George Michael. L'ipotesi è di un team di ricercatori statunitensi, che ha osservato dagli anni '60 a oggi uno spostamento nelle frequenze del canto di questi cetacei, famosi per essere gli animali più grandi del pianeta, verso toni più bassi fino al 30 per cento. La balenoptera musculus è stata sull'orlo dell'estinzione fino al 1966, quando ne è stata proibita la caccia. Il bando ha riportato il loro numero da poche centinaia a una decina di migliaia, comunque molto inferiore rispetto ai milioni di esemplari esistenti nell'800, e messa a rischio dalla caccia scientifica che molti paesi ancora conducono e che spesso provoca pericolosi incidenti come lo speronamento di una nave di ambientalisti da parte di una baleniera giapponese avvenuta in Atlantico quattro giorni orsono. «L'aumento della popolazione - si legge nell'articolo - ci suggerisce l'ipotesi che questi animali stiano preferendo suoni più bassi, quindi sessualmente più attraenti, rispetto a canti di ampiezza maggiore che possono quindi essere sentiti a maggiore distanza». I ricercatori hanno studiato i suoni dagli anni '60 a oggi, registrati ad esempio dai sonar dei sottomarini, di 7 delle 10 tipologie di canto delle balenottere conosciute nel mondo. Dal confronto è risultato che in tutti i casi c'è stato uno spostamento verso frequenze basse, maggiore per gli esemplari del Pacifico e minore per quelli dell'oceano Indiano. Nell'articolo vengono escluse altre cause per lo spostamento, quali l'aumento del rumore dovuto alle navi o gli effetti del riscaldamento globale sull'acidità dell'acqua. «L'uso di frequenze più basse - afferma John Hildebrand, uno degli autori - è una strategia comune ai mammiferi per attrarre le femmine».
L'ipotesi non convince Fabrizio Borsani, ricercatore dell'Icram ed esperto dei canti delle balene: «C'è la possibilità che sia vero - afferma l'esperto - perchè i mammiferi hanno una capacità plastica di adattarsi ai cambiamenti delle condizioni ambientali. Ho qualche dubbio però sullo studio, anche perchè il periodo dagli anni '60 ad oggi copre solo una piccola parte della vita delle balene. Io credo che l'ipotesi più plausibile sia che con la fine della caccia ci siano esemplari più grandi di questi cetacei, che producono quindi suoni più bassi in virtù della cassa toracica». Se anche fosse vera, l'ipotesi romantica non riguarda di certo i cetacei di casa nostra: «Da noi non c'è la balenottera azzurra, ma ci sono altri 21 cetacei - spiega Borsani - quello che si osserva è che a causa del sempre maggiore disturbo creato dal rumore nel Mediterraneo le balene non cantano più, e questo mette ha messo a rischio la loro sopravvivenza». Ma l'allarme non sembra interessare granché: traghetti e navi da crociera contano molto di più.